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pubblicato il 20/gen/2016 14:09

Ue, interrogazione renziani contro capo gabinetto di Juncker

Danti a Commissione: Selmayr ha rispettato codice buona condotta?

Ue, interrogazione renziani contro capo gabinetto di Juncker

Roma, 20 gen. (askanews) - Una interrogazione urgente alla Commissione europea per chiarire se il tedesco Martin Selmayr, capo di gabinetto del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, abbia "sempre rispettato, nell'ambito delle sue funzioni, il codice interno di buona condotta amministrativa". Dopo le polemiche dei giorni scorsi, l'iniziativa è stata presa da Nicola Danti, europarlamentare del Pd, da sempre vicino a Matteo Renzi.

"Abbiamo letto sulla stampa - spiega Danti ad Askanews - affermazioni molto gravi, uscite come indiscrezioni, nei confronti del governo di un Paese Ue. Forse c'è qualcuno a capo del gabinetto del presidente della Commissione, che non sta giocando una partita nell'interesse dell'Europa e dello stesso Juncker". L'interrogazione, a termini di regolamento, dovrebbe avere una risposta entro 30 giorni.

Nel testo dell'interrogazione, dopo aver ricordato il codice di buona condotta amministrativa della Commissione Ue, Danti rileva che Selmayr, secondo le indiscrezioni, "costituirebbe un canale privilegiato di informazione per le cancellerie di alcuni Stati membri, consentendo il passaggio di comunicazioni riservate". Una pratica che, se confermata, "sarebbe improntata a tutelare specifici interventi nazionali o politici piuttosto che l'interesse generale dell'Ue, in contraddizione con le posizioni sempre imparziali del presidente della Commissione". Per questo Danti chiede alla Commissione di assicurare che sia stato rispettato il codice e che "non sia stata fornita o anticipata, in via privilegiata e contraria all'interesse generale dell'Unione, ad alcuna cancelleria alcuni tipo di informazione, formale o informale, riguardo le azioni e le decisioni assunte dalla commissione".

Per quanto riguarda il tema dei rapporti tra Italia e Bruxelles, Danti rileva che "è chiaro che è cambiato il ruolo dell'Italia e c'è qualcuno che non apprezza questo nuovo protagonismo. E poi c'è anche un fronte politico, di chi non vede di buon occhio che ci sia un governo progressista ma europeista alla guida di un grande Paese. Comunque noi andiamo avanti, poniamo questioni sui temi, parliamo di cose vere e non di cose astratte".

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