mercoledì 22 febbraio | 17:41
pubblicato il 17/lug/2014 12:02

Ue: Gozi, per Pse Lady Pesc resta Mogherini

(ASCA) - Roma, 17 lug 2014 - ''Non ci sara' alcun cambiamento del nome, in vista del nuovo vertice di fine agosto sulle nomine: non sarebbe infatti un cambiamento solo dell'Italia, ma dell'intero Pse. Non ci sara' quindi alcun cambiamento. Il nome di Federica Mogherini e' stato proposto dal Partito Socialista Europeo, sulla base del fatto che il PD e' il primo partito del Pse. In base a questa logica e' stata portata avanti la trattativa''. Cosi', intervistato da Radio 24, il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi esclude un cambio di candidatura italiana per la carica di Alto rappresentante europeo, dopo il nulla di fatto al summit di questa notte a Bruxelles.

''Non e' una sconfitta per l'Italia, ma un passo avanti'', ha affermato Gozi. ''In questa difficile trattativa su cinque incarichi istituzionali, e' passato il principio secondo cui, alla presidenza della Commissione Europea assegnata a un popolare, deve corrispondere una vicepresidenza della Commissione e un ruolo di Alto Rappresentante ai Socialisti e Democratici. Attorno al nome di Federica Mogherini nessuno ha sollevato obiezioni intorno al tavolo'', ha precisato Gozi a Radio 24.

''Il nome di Enrico Letta non e' mai stato fatto intorno al tavolo del Consiglio Europeo. Si e' lavorato soprattutto sui criteri per assegnare gli incarichi istituzionali europei. E' chiaro che, essendo necessario l'accordo su un pacchetto complessivo di nomine, si e' stabilito il principio dell'equilibrio politico, e si e' rimandata la decisione specifica sui nomi a fine agosto'', ha dichiarato Gozi, negando i rumors su proposte di candidati italiani alternativi fatte dagli altri leader.

Diversi leaders e giornali internazionali hanno criticato l'assenza di esperienza diplomatica di Federica Mogherini, da soli cinque mesi ministro degli Esteri, e' stato fatto notare al sottosegretario Gozi: ''Nessuno ha sollevato critiche a Federica Mogherini sulla base dell'esperienza. Questo problema non e' mai stato sollevato nelle riunioni che contano. E' difficile parlare della necessita' di rinnovare l'Europa, e porre poi come criterio assoluto l'essere stato magari 20 anni nel circuito europeo. Le due cose non sempre sono compatibili'', ha spiegato Gozi.

E sulle critiche, piu' interne, di aver sbagliato casella della Commissione su cui puntare, scegliendo quella di Alto Rappresentante, Gozi ha sottolineato: ''Per decidere la casella su cui puntare bisogna leggere i Trattati, e leggere i poteri conferiti a quella casella dai Trattati: i Trattati indicano che l'Alto Rappresentante e' il vero numero due della Commissione, che ha un potere di coordinamento sui Commissari con una proiezione di lavoro esterna. Ha poteri di supervisione, oltre alle sue funzioni di politica estera, difesa e sicurezza comune. Il fatto che Catherine Ashton non abbia deciso di esercitare i suoi poteri, non vuol dire che chi le succedera' dovra' fare altrettanto. Per questo la consideriamo una casella piu' importante, rispetto agli altri portafogli che sono stati ipotizzati''.

com-njb

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Pd
Pd nomina commissione congresso, Emiliano si candida a primarie
Pd
Pd, Orfini: dopo Emiliano spero ci ripensino Rossi e Speranza
Pd
Speranza: Emiliano resta nel Partito di Renzi, noi no
Pd
Pd, Emiliano: non faccio a Renzi il favore della scissione
Altre sezioni
Salute e Benessere
Carnevale, allarme dermatologi: attenzione a trucchi e maschere
Motori
Man lancia due iniziative per salute e sicurezza degli autisti
Enogastronomia
150 ettari oliveto sul mare a Menfi, prende vita progetto Planeta
Turismo
Lourdes, destinazione turistica a 360 gradi
Energia e Ambiente
Una legge per istituire la Giornata del risparmio energetico
Moda
A Londra apre una mostra su Lady Diana, icona della moda
Scienza e Innovazione
Spazio, astronauti italiani e cinesi lavoreranno fianco a fianco
TechnoFun
La Cina leader nel mondo delle app per abbellire i selfie
Sistema Trasporti
Transpotec e SaMoTer: alleanza Milano-Verona modello per il Paese