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pubblicato il 30/giu/2014 10:47

Ue: Delrio, se c'e' piu' flessibilita' avremo 10 mld per...(1 update)

(ASCA) - Roma, 30 giu 2014 - Un migliore uso della flessibilita' gia' prevista in ambito Ue potrebbe portare in Italia 10 miliardi di euro da destinare ad investimenti. Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in un'intervista al Corriere della Sera sottolineando che e' stato proprio dal ''mancato uso della flessibilita' che sono arrivati i nostri problemi piu' seri''. Quella del rispetto del tetto del deficit, il 3% del Pil.

''non credo sia una legge scolpita per sempre nella pietra ma non vogliamo essere noi a spostarla sulla sabbia. No - assicura Delrio - non chiederemo di alzare il 3%. Anche per evitare sospetti e risolini in Europa, anche ricordando che ci sono altri Paesi che sforano quel limite in modo palese e per un certo periodo l'ha fatto persino la Germania''.

Per sottosegretario maggiore flessibilita' ''vuol dire che quando si calcola il deficit non viene considerata, o meglio viene considerata flessibile, una parte della spesa. Di fatto si allenta il patto di Stabilita'. Puo' essere fatto per il cofinanziamento, cioe' i soldi che l'Italia e' obbligata a spendere per utilizzare i fondi europei. Parliamo - dice Delrio - di una cifra intorno ai 7 miliardi di euro l'anno.

Ma c'e' anche la clausola degli investimenti, che consentirebbe di lasciare fuori dal calcolo spese ad alto impatto sociale, come la messa in sicurezza delle scuole o del territorio. Parliamo di una somma intorno ai 3 miliardi di euro. In tutto la flessibilita' potrebbe valere 10 miliardi l'anno anche se - aggiunge - non e' scontato che queste due voci possano essere sommate''.

Certo, spiega Delrio, ''sara' la Commissione a definire gli spazi possibili'' per l'impiego della clausola per gli investimenti, ''ma - chiarisce - il no dell'anno scorso era motivato con una curva di discesa del debito pubblico ancora troppo lenta''.

Il nostro debito pubblico ha ormai raggiunto il 135% del Pil ma Delrio non vede nero. ''Scendera' - sottolinea - ma bisogna percorrere una strada nuova. Che non e' improvvisata o avventurosa come qualcuno dice. Se ne parla da tempo ma finora nessuno ha avuto coraggio di fare il primo passo''. Un passo (c'e' chi ipotizza per esempio la ristrutturazione del debito pubblico come avvenuto in Argentina e in Grecia - ndr) che maturera' dalle ''riflessioni che fara' il presidente del Consiglio. Ma l'Italia - assicura il sottosegretario - non cerca scorciatoie e nemmeno salvataggi. Qui se ne viene fuori solo con un orizzonte europeo piu' ambizioso''. Una proposta in tale direzione potrebbe essere ''quella di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio, gli euro union bond, cioe' la mutualizzazione del debito. Si crea un fondo federale europeo - spiega Delrio - al quale ogni Stato conferisce un pezzo del proprio patrimonio immobiliare e non. Sono garanzie reali che possono essere utilizzate in parte per investimenti strutturali in parte per alleggerire il debito pubblico. A quel punto non faticheresti piu' a trovare 3 miliardi di euro l'anno dalle privatizzazioni ma taglieresti il debito del 25- 30%''. Sicuramente andra' avanti la strada delle privatizzazioni e delle dismissioni immobiliari perche', spiega, ''uno Stato piu' leggero resta il nostro obiettivo.

Ma con un debito pubblico sopra i 2 mila miliardi di euro c'e' bisogno di una soluzione radicale. Oltre che di un ritorno alla crescita, che renderebbe tutto piu' facile''.

Una riflessione infine sul bonus di 80 euro. Confindustria ha appena rivisto al ribasso le stime da qui alla fine dell'anno ma questo, sostiene Delrio, non vuol dire che la misura non funzioni. ''Nel mese passato - spiega - c'e' stata una inversione di tendenza nella fiducia dei consumatori.

Sono sicuro che tutte le misure del governo per ridare competitivita' al Paese, non solo il bonus da 80 euro ma anche la riforma della giustizia e della Pubblica amministrazione, daranno i loro frutti molto presto''.

red-fdv

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