martedì 17 gennaio | 20:15
pubblicato il 13/mag/2014 16:06

Ue: Chiodi a Renzi, inaccettabili decisioni su aiuti di Stato

Ue: Chiodi a Renzi, inaccettabili decisioni su aiuti di Stato

(ASCA) - L'Aquila, 13 mag 2014 - ''Non possiamo accettare quanto deciso dalla Conferenza Stato-Regioni a proposito dei criteri fissati per le aree da inserire nella Carta degli aiuti di Stato. Il terremoto, che ha devastato il territorio aquilano ed ha fiaccato l'economia e lo sviluppo di un'intera regione, non puo' essere confinato a problema locale, lasciando agli amministratori regionali il compito di risolvere i grandi problemi ancora in attesa di soluzione. Il Governo italiano e l'Europa, per le proprie competenze, hanno il dovere di supportare con tutti i mezzi a disposizione il rilancio e la ricostruzione dell'economia, senza per questo penalizzare altri ambiti del territorio abruzzese''. Cosi' in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi polemizza con la bocciatura della proposta avanzata dalla Regione di riconoscere, nella zonizzazione delle aree da inserire nella Carta degli aiuti di Stato, una quota di popolazione pari a 377 mila abitanti. Proposta irricevibile, secondo il Ministero, perche' sfora i parametri stabiliti nella Conferenza della regioni, che prevedono un plafond massimo di 251 mila abitanti. ''Se passasse questa tesi - spiega Chiodi - ci troveremmo a dover escludere la citta' dell'Aquila dall'area che dovrebbe beneficiare delle risorse.

Senza contare che verrebbe a interrompersi quel cammino di ripresa delle attivita' produttive che sta interessando le grandi imprese. Se il Governo vuole questo, se ne assuma pienamente le responsabilita' di fronte alla popolazione aquilana e abruzzese. La nostra proposta andava in tutt'altra direzione, vale a dire non ricomprendere l'area del cratere dal numero di abitanti, pari a 251 mila, deciso dall'Unione europea come destinatari degli aiuti. Una considerazione, la nostra, piu' che legittima in virtu' di un evento, come il sisma del 2009, che non puo' essere liquidato come fatto locale, ne' tantomeno come un episodio ormai metabolizzato. A tutto questo non possiamo dare il nostro assenso e mai accetteremo di condividere criteri ragionieristici che confliggono con le esigenze reali di un territorio colpito al cuore''.

red/res

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