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pubblicato il 28/giu/2013 08:44

Ue: c'e' accordo, 9 mld per lavoro giovani. Letta, molto contento

Ue: c'e' accordo, 9 mld per lavoro giovani. Letta, molto contento

(ASCA) - Bruxelles, 28 giu - L'Unione europea ce l'ha fatta, dopo l'ormai consueta giornata di passione. Nella notte il Consiglio Ue - superando le resistenze della Gran Bretagna - ha raggiunto l'accordo sul nuovo piano per l'occupazione giovanile, la cui dotazione sale a 8-9 miliardi di euro rispetto ai 6 gia' stanziati. Soddisfatto il presidente del Consiglio Enrico Letta, che dell'approvazione del piano aveva fatto un punto dirimente della sua azione di governo: ''E' un risultato molto positivo e sono molto contento'', dice a notte inoltrata lasciando la sede del vertice a Bruxelles. Se gli auspici alla vigilia del Consiglio europeo erano per una rapida approvazione del piano che avrebbe rilanciato l'occupazione giovanile e le misure per la crescita, la realta' e' poi stata ben altra. Il premier britannico David Cameron ha minacciato il veto se non avesse ottenuto garanzia sullo 'sconto' (rebate) - di cui Londra ormai da anni e' beneficiaria - nell'ambito del bilancio europeo 2014-2020. Uno sconto deciso a febbraio ma messo in discussione dall'interpretazione data da alcuni paesi (Francia in testa) alla revisione dei fondi per lo sviluppo agricolo derivanti dalla riforma della Pac, la Politica agricola comune. Le resistenze di Cameron - ricordiamo che la Gran Bretagna non aderisce alla zona euro e da sempre rappresenta quasi una entita' a parte nel complesso dell'Unione europea - sono state superate dopo ore di trattativa. Il premier britannico ha ritirato la sua minaccia di veto, permettendo l'intesa sull'occupazione, dopo l'assicurazione che non sarebbero cambiate le basi di calcolo dell'accordo raggiunto a febbraio e che non sarebbero stati ridotti i contributi che vengono versati a Londra. Il vertice europeo porta quindi a casa l'anticipo al 2014-2015 dei sei miliardi destinati alla 'garanzia dei giovani', che potranno diventare almeno otto dal 2015 in poi grazie alla flessibilita' prevista dall'accordo sul bilancio raggiunto tra Parlamento e Consiglio. Ma non c'e' stato solo questo, i 27 (che da lunedi' saranno 28 con l'ingresso nell'Ue della Croazia) hanno definito il piano di sostegno alle imprese, con la Bei (la Banca europea degli investimenti) che giochera' un ruolo fondamentale nel finanziamento di progetti i quali, nota il presidente della Commissione Ue Jose' Barroso, ''rimarrebbero altrimenti senza credito''. Evidentemente soddisfatto per i risultati ottenuti Letta, che politicamente molto ha investito - sia in Italia che in Europa - sulla lotta alla disoccupazione giovanile. ''Riusciamo a ottenere piu' di quanto si pensava nel senso che - spiega al termine del vertice - c'e' un'aggiunta, probabilmente di 3 miliardi di euro, in piu' rispetto a quanto era previsto nel front loading del piano per il lavoro giovanile''. Insomma, ''sono molto contento, mi sembra sia andata bene. La parte principale dell'accordo e' realizzata, sia quella sulla lotta alla disoccupazione giovanile che quella sul bilancio''. E la Bei sul finanziamento dei progetti ''funziona e funzionera'''. Un risultato ''non facile'' per il ''duro scontro sul tema del rimborso britannico ma - non ha dubbi il premier - ne usciamo tutti bene''. Riferendosi poi alle questioni sollevate dalla Gran Bretagna riferisce che si e' concordato sulla ''riapplicazione delle decisioni di febbraio sul bilancio''. Quello cioe' che chiedeva Cameron. Per altro, ricorda il Cancelliere tedesco Angela Merkel, a febbraio ''avevamo raggiunto l'accordo che non sarebbero state cambiate le basi di calcolo''. Anche la Merkel si dice ''molto soddisfatta'' dei risultati raggiunti nella prima giornata dei lavori del Consiglio europeo. ''Siamo d'accordo tutti sul bilancio pluriennale'', aggiunge, ed ''ora possiamo dire ai cittadini europei che possiamo pianificare'' tutti gli interventi finanziari europei. I 6 miliardi di euro per il lavoro giovanile, continua, rappresentano ''una cifra abbastanza importante'' che ''dobbiamo cominciare a spendere''. fdv

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