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pubblicato il 08/feb/2013 18:38

Ue: Brunetta, su bilancio e' andata in scena peggiore Europa

Ue: Brunetta, su bilancio e' andata in scena peggiore Europa

(ASCA) - Roma, 8 feb - ''Al di la' delle dichiarazioni trionfalistiche di tutti, Monti in testa, che in qualche modo devono rivendicare un proprio ruolo nella maratona appena conclusa a Bruxelles, l'Europa e' apparsa divisa piu' che mai sul bilancio 2014-2020 dell'Unione. Paesi del Nord, tutti tagli e austerita', contro paesi del Sud, che premevano, giustamente, per la crescita. E perche' quello che versano venga ridato attraverso interventi mirati''. Lo afferma Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl.

''Tanti buoni propositi da parte del nostro presidente del Consiglio, tanti incontri bi-tri-laterali, tante negoziazioni, tanti slogan, ma alla fine per l'Italia la sostanza non cambia. Rimaniamo uno dei pochi paesi creditori netti, per 3,8 miliardi, e non si dica, per favore, di essere riusciti ad ottenere ''fondi aggiuntivi''. Perche' di aggiuntivo non c'e' proprio niente, se non rispetto a bozze che erano circolate negli ultimi giorni, o a proposte inaccettabili dello scorso novembre, rispetto alle quali il governo italiano non aveva mosso ciglio, ma che, anzi, in audizione alla Camera, rivendicava con orgoglio'', aggiunge Brunetta.

''Non siamo piu' nelle condizioni di fare piaceri alla Germania, a carico dei cittadini italiani. Il contributo che l'Italia versa all'Unione europea era stato determinato anni fa, quando l'economia italiana marciava a ritmi ben maggiori.

Oggi purtroppo non e' piu' cosi' e il nostro benessere relativo (parametro su cui calcolare il contributo), nel confronto con gli altri Paesi, e' sceso da 105 a 96. Sarebbe stato necessario, pertanto, tra ieri e oggi, rivedere le vecchie posizioni, non piu' rispondenti alla reale situazione economica del nostro paese. Il presidente Monti non e' stato invece in grado di dimostrare, con i fatti e non solo a parole, di essere in grado di difendere gli interessi italiani, chiedendo un riequilibrio nel riparto delle spese.

Era l'occasione perche' l'Italia passasse dalla posizione di creditore netto a quella del semplice pareggio. E che ottenesse maggiori risorse sulle politiche che la riguardano (ad esempio le politiche di coesione), al fine di azzerare lo squilibrio. Ma cio' non e' avvenuto. Presidente Monti, non mistifichi la realta' sulle conclusioni della riunione dei capi di Stato e di governo che e' appena terminata. Lasci fuori la campagna elettorale dalle sue attivita' istituzionali come presidente del Consiglio, sia pur in carica per gli affari correnti. Per il bene di tutti'', conclude Brunetta.

com-ceg/mau/ss

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