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pubblicato il 18/mag/2012 19:46

Udc/ Casini (per ora) mantiene linea mani libere:Avanti da soli

Domani la risposta a Panebianco ma troppo presto per decidere

Udc/ Casini (per ora) mantiene linea mani libere:Avanti da soli

Roma, 18 mag. (askanews) - Pier Ferdinando Casini non ha intenzione di abbandonare la politica delle mani libere portata avanti dal 2006. "Avanti da soli, equidistanti da Pd e Pdl", continua ad essere la linea del leader Udc che oggi è stato chiamato in causa da un editoriale del Corriere della sera in cui Angelo Panebianco ha sottolineato che l'ex presidente della Camera "potrebbe decidere di abbandonare la politica delle 'mani libere' e di stringere una alleanza con il Pd o con il Pdl. Più plausibilmente con il Pdl". Quel momento, spiegano a via dei Due Macelli, non è ancora arrivato. E domani Casini lo spiegherà nella risposta a Panebianco sul Corsera. Una risposta, assicurano fonti di partito, che sarà ben motivata. Archiviato il Terzo Polo all'indomani dei risultati del primo turno delle amministrative, il leader Udc non ha infatti abbandonato l'idea di un nuovo soggetto, più largo del partito attuale, che intercetti la società civile, il mondo delle associazioni, qualche ministro dell'attuale governo Monti, magari anche pezzi del Pdl, al netto di Silvio Berlusconi, in grande difficoltà dopo il risultato negativo delle amministrative. Con uno spazio per Gianfranco Fini, difficilmente per Francesco Rutelli. Nessuna concessione per ora quindi alle sirene berlusconiane che vorrebbero riportarlo tra le file del centrodestra, né alla suggestione di alcuni finiani di una federazione. Né, riferiscono dal partito, Casini entrerà molto nel dettaglio del sistema elettorale. L'Udc ha sempre sostenuto il proporzionale alla tedesca ed era riuscito a far emergere una convergenza su questo sistema (con eventuali correzioni) anche il resto dell'attuale 'strana' maggioranza. Ma ora che, risultati delle elezioni alla mano, dalle parti del Pd si ricomincia a parlare di doppio turno e su una linea più bipolarista è tornato pure il Pdl, il tema è congelato. E se non si dovesse arrivare a una riforma che archivi l'ormai famigerato Porcellum, a maggior ragione la linea di Casini resterebbe quella delle mani libere ed eventualmente di un accordo post-voto con la coalizione che ottiene il premio di maggioranza. A via dei Due Macelli non si sceglie per ora, si attende. I risultati dei ballottaggi, l'andamento della crisi economica, l'evoluzione del Pdl e la discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo annunciata per luglio. I contatti di Casini sono a 360 gradi. Proprio il numero uno della Ferrari è l'incognita principale del nuovo quadro politico. Il corteggiamento di Silvio Berlusconi è costante, ma difficilmente Montezemolo accetterà di presentarsi al fianco del Cav. Eppure, anche nell'ultima cena a Palazzo Grazioli i vertici del partito hanno tracciato scenari che prevedono la discesa in campo di Montezemolo e di una sua lista civica capace di coagulare almeno un 10% - questi sono i sondaggi in mano al Pdl - ma soprattutto di tenere assieme quel mondo moderato che nonostante il fitto dialogo in corso appare ancora particolarmente frammentato.

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