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pubblicato il 20/apr/2012 21:00

Udc/ Azzerati i vertici ma sullo scioglimento tante incognite

Casini: Tecnici-politici insieme, non sabotiamo governo

Udc/ Azzerati i vertici ma sullo scioglimento tante incognite

Roma, 20 apr. (askanews) - Nel giro di due anni Lorenzo Cesa ha azzerato i vertici dell'Udc due volte provando a lanciare il partito verso un nuovo soggetto, più esteso, che guardi a tutti i moderati, a quelli del Pd e a quelli del Pdl, al mondo dell'associazionismo e al mondo cattolico. Nel maggio 2010 lo fece a Todi promettendo nel giro di pochi mesi lo scioglimento del partito di Pier Ferdinando Casini: si guardava già a Gianfranco Fini, che da lì a poche settimane avrebbe consumato lo strappo definitivo col Pdl, e a Francesco Rutelli, già uscito dal Pd da un po' di tempo. Lo scioglimento del partito non ci fu ma la strada verso un approdo verso quel famoso partito del 30% che Casini sogna è stata battuta. Dando vita al terzo polo con il leader di Fli e quello di Api, spingendo per la nascita dell'attuale governo di larghe intese guidato da Mario Monti. Oggi che il vento dell'antipolitica soffia fortissimo sui palazzi, Casini ci riprova. Riprova ad accelerare quel percorso di rinnovamento senza il quale, è la sua convinzione, le forze politiche rischiano di essere spazzate via. E il primo passo è di nuovo l'azzeramento delle cariche dell'Udc: Cesa lo ha fatto oggi nel corso di una riunione della Costituente di centro presieduta da Savino Pezzotta, annunciando la convocazione di una Direzione nazionale subito dopo le amministrative in cui si deciderà la data dell'ultimo congresso, quello di scioglimento del partito. "Io lo farei il prima possibile - ha spiegato il segretario - a giugno o luglio. Se non sarà possibile lo faremo a settembre". "Udc e Terzo Polo sono stati essenziali per aprire una nuova fase della politica italiana. Oggi sono palesemente insufficienti a realizzare la novità che tanti attendono", ha spiegato Casini nel suo intervento. "Dobbiamo attrezzarci ad una impresa più ambiziosa ed alta. Un movimento plurale che sappia riunire il meglio della società italiana, che superi la frattura tra tecnici e politici, tra sindacalisti e imprenditori, che parli all'Europa un linguaggio nuovo ed esprima agli italiani un'esigenza di pacificazione nazionale". Il leader dell'Udc dunque ha ribadito la chiamata ai ministri del governo Monti che intendessero restare in politica rassicurando tuttavia il presidente del Consiglio che qualcuno ha descritto come irritato per la 'fuga in avanti' di Casini: "L'operazione-salvataggio dell'Italia è ancora in corso e nessuno può permettersi di sabotarla".

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