mercoledì 18 gennaio | 09:34
pubblicato il 30/set/2014 19:05

Ucraina: Luigi Marino (PI), sanzioni possono essere un boomerang

(ASCA) - Roma, 30 set 2014 - ''Il nostro gruppo ha due motivi preoccupazione, per la questione in se' e per le sanzioni. La prima questione: in molti avevamo sperato che dopo la fine del comunismo, la Russia entrasse nell'Europa politica.

Invece la Russia, soprattutto quella di Putin, ha perso qualche pelo ma non il vizio di agire come potenza imperialista, continuando controllo poliziesco sulle vite dei cittadini, impedendo che crescesse la democrazia. Insomma Putin nel suo giardino non vuole ingombri. E a questo fine servono gli introiti derivati dalla vendita di materie prime: a sostenere una robusta politica di riarmo, visto che negli ultimi anni le spese militari sono aumentare di dieci volte.

Come suggerisce la vicenda in Crimea, la Russia sfrutta le nostre debolezze e le nostre mancanze''. Sono le parole del senatore Luigi Marino del gruppo Per l'Italia intervenendo appena dopo l'informativa del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. ''Il secondo motivo di preoccupazione - ha proseguito Marino - e' legato alle sanzioni che fanno male alla Russia ma anche all'Europa e all'Italia. Un'Europa senza strumenti ha adottato la via piu' facile, le sanzioni economiche. Nel secolo scorso qualche risultato lo hanno avuto, ma ora, nell'economia globalizzata, le sanzioni possono essere un boomerang. Quando a essere sanzionate e' la sesta potenza economia mondiale, con sanzioni che possono essere aggirabili, alla fine ci rimettono coloro che sanzionano. Non dico che alla base della precaria tregua fra Russia e Ucraina possano esserci in parte le sanzioni economiche, ma crediamo che, vista l'interconnessione economica fra queste aree, le sanzioni possano determinare forti rischi''. ''Dobbiamo essere consapevoli che la strada delle sanzioni non e' la strada giusta'', ha concluso il senatore Marino, ''puo' fare danni alla nostra economica e aprire il mercato russo ai nostri concorrenti. Dobbiamo arrivare a un'Unione davvero unita, gli Stati Uniti d'Europa, con un esercito e una politica estera comune''. com-njb/sam/

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