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pubblicato il 23/mag/2013 17:29

Trento: Pacher incontra Delrio, rafforzata interlocuzione

(ASCA) - Trento, 23 mag - ''Incontro cordiale'' questo pomeriggio a Roma fra il presidente della Provincia autonoma di Trento Alberto Pacher, con il direttore generale Ivano Dalmonego, ed il ministro per gli affari regionali e le autonomie Graziano Delrio. Dal ministro Delrio e' venuto l'impegno ad istituire un tavolo di lavoro per dare continuita' al documento gia' presentato dalla Provincia al Governo nel febbraio del 2012 e oggi riproposto al ministro per gli affari regionali, nel quale si espongono gli impegni sostenuti dal Trentino a seguito dell'Accordo di Milano e alle manovre di finanza pubblica volte al raggiungimento, nel 2013, del pareggio strutturale del bilancio. Il ministro ha riconosciuto che l'apporto del Trentino al risanamento dei conti del Paese non e' mai venuto meno. Soddisfazione del presidente Pacher che aveva messo in cima agli obiettivi della trasferta romana di oggi l'individuazione di un interlocutore e di un metodo di confronto condiviso da entrambe le parti. ''L'incontro - ha detto Pacher - e' stato importante perche' ha permesso di riprendere il confronto sul documento che avevamo gia' a suo tempo elaborato e soprattutto su una pista di lavoro che ribadisce l'impegno del Trentino a partecipare allo sforzo nazionale per il risanamento della finanza pubblica, che e' una responsabilita' di tutti, al tempo stesso stabilizzando le nostre risorse finanziarie e quindi potendo porre mano a una programmazione finanziaria, nonche' politico-amministrativa, di medio-lungo periodo. I capisaldi del documento possono essere riassunto cosi': noi siamo disposti, se viene rispettato il principio dei 9/10 del gettito erariale che rimangono in Trentino, a farci carico delle spese che lo stato sopporta nella nostra provincia, che riguardano ad esempio la giustizia , la gestione tributaria, la difesa, sia attraverso deleghe, sia attraverso assunzione di oneri. Naturalmente ci riferiamo solo alla parte finanziaria, perche' queste funzioni rimarrebbero, come ovvio, allo Stato. In tal modo lo Stato potrebbe 'dimenticarsi' finanziariamente del Trentino, permettendo pero' a noi di poter pianificare i nostri impegni finanziari in maniera certa e in una prospettiva 'lunga'. Insomma, in questo modo ne guadagna lo Stato e ne guadagnamo anche noi.

E' una delle rare situazioni nelle quali entrambe gli interlocutori possono uscirne positivamente. Qualora poi a fronte di situazioni particolari dovesse essere richiesto un ulteriore impegno alle regioni e alle province, e' chiaro che non ci chiameremo fuori. Ma 'a regime' dobbiamo avere una situazione stabile e riconosciuta da tutti''. com/res

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