domenica 19 febbraio | 16:10
pubblicato il 08/lug/2011 05:10

Tremonti nel mirino, lo scontro con Berlusconi diventa pubblico

La lunga giornata di Giulio tra manovra e salva-Fininvest

Tremonti nel mirino, lo scontro con Berlusconi diventa pubblico

Roma, 8 lug. (askanews) - C'è un fuorionda e ci sono i racconti che trapelano dal Consiglio dei ministri. Ci sono le frasi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e c'è la nuova svolta dell'inchiesta P4. Scene di una maggioranza in cui le contraddizioni non vengono più nascoste e anzi diventano evidenti come non accadeva dai tempi della rottura con Gianfranco Fini. Fotogrammi di una giornata che ieri hanno un filo comune: Giulio Tremonti. Il video che mostra il ministro dell'Economia che dà del "cretino" a Renato Brunetta durante la conferenza stampa di presentazione della manovra, si era conquistata l'apertura del sito di Repubblica.it prima che cominciasse il Consiglio dei ministri, mentre già i nervi erano tesi e in una concitata riunione si cercava una difficile intesa sul rifinanziamento delle missioni. La stessa intesa su cui, peraltro, poco più tardi è piombato il gelo del Quirinale. E' stato lo stesso ministro della Pubblica amministrazione - viene riferito - ad aprire pubblicamente le danze delle recriminazioni. "Io - avrebbe detto Brunetta - non ci sto a passare da cretino. Tu la devi smettere di trattarci così". Il primo di una serie di interventi sullo stesso tono. Come se il fuorionda avesse autorizzato i ministri a dare la stura anche a quei pochi malumori verso il ministro che finora erano rimasti (mal)celati. E' Tremonti - raccontano - a stoppare a un certo punto le critiche spiegando di non aver intenzione di replicare e cercando di minimizzare l'episodio. E la questione sarà pure finita con le scuse di Giulio a Renato, come riferisce quest'ultimo, ma pochi ministri sono usciti dalla riunione con la sensazione di 'pace e amore'. Berlusconi - riferiscono - si è ben guardato dall'intervenire. Ma alla presentazione del libro di Domenico Scilipoti il premier ha parlato dando la sua versione del giallo del comma 23 inserito e poi ritirato dalla manovra, quella norma cosiddetta salva-Finivest di cui tutti hanno rinnegato la paternità e sulla quale in conferenza stampa lo stesso Tremonti rimandava a chiarimenti di palazzo Chigi. Quello che il Cavaliere dice è che quella norma non solo non l'ha scritta lui ma anche che tutti ne erano a conoscenza. E lo sapeva di certo - spiega il premier - il ministro dell'Economia che "non ha ritenuto di portarla al voto, essendo sicuro che tutti i componenti della coalizione fossero d'accordo". Così come - afferma sempre il Cavaliere - ne era a conoscenza Calderoli al punto di aver sostenuto che lui l'avrebbe scritta molto meglio. Il ministro della Semplificazione nega, ma soprattutto è Umberto Bossi a negare che Tremonti sapesse. Insomma, il gioco dello scaricabarile continua e non fa altro che appesantire una situazione che, nella maggioranza, al di là delle professioni di coesione del premier, appare sempre più in bilico.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Sinistra
Scotto lascia Si: non serve partito ma nuovo centrosinistra
Pd
Renzi si dimette da segretario Pd, ora candidature o congresso
Pd
Cuperlo a Renzi: scendi da auto, non fare 'Gioventù bruciata'
Pd
Pd, fallisce nuova mediazione ma si tratta. Rischio scissione
Altre sezioni
Salute e Benessere
Ordini Medici: pubblicità sanitaria selvaggia è allarme sociale
Motori
BMW presenta la nuova Serie 5 berlina
Enogastronomia
"Benvenuto Brunello" Guida Rossa Michelin firma piastrella 2016
Turismo
Turismo, Alpitour amplia la rete su Andalusia e Costa del Sol
Energia e Ambiente
Premio ai Vigili del fuoco per i voli su Amatrice e Rigopiano
Moda
Moda New York, la donna bon ton secondo Carolina Herrera
Scienza e Innovazione
SpaceX, rinviato lancio del Falcon-9 dalla piattaforma Nasa 39-A
TechnoFun
Amazon, a tempo di record i lavori per nuovo centro vicino Roma
Sistema Trasporti
Ibar, Usa e Cina ancora al top per i voli dall'Italia