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pubblicato il 15/giu/2015 19:40

Toti: Ventimiglia frutto politica miope, problema sottovalutato

"Il problema è dello Stato, chiuda gli ingressi"

Toti: Ventimiglia frutto politica miope, problema sottovalutato

Rho-Pero, 15 giu. (askanews) - La situazione di Ventimiglia "è il frutto di una politica miope" di cui "avevamo avvertito il governo, sapevamo che sarebbe finita così ed è la duplice dimostrazione della sottovalutazione che questo vivendo ha fatto del problema immigrazione, dei flussi che stavano entrando nel paese e soprattutto dell'aiuto che non arriverà mai dall'Europa": lo ha detto il presidente della Liguria, Giovanni Toti, commentando quanto accaduto a margine di una visita all'Expo.

"Cosa deve fare di più la Francia che chiudere le frontiere, per dire che non si vuole occupare del problema? - ha aggiunto Toti - tutti noi auspichiamo un ravvedimento operoso e una politica più sensata e solidaristica dell'Europa, così come auspicheremmo un intervento in Libia ma se tutto questo non avviene a farne le spese devono essere i cittadini di Lampedusa, Ventimiglia, stazione di Milano o Roma? Io non credo".

Per Toti "il governo deve smettere di scaricare sulle regioni" che, precisa, non è vero che non hanno spirito di solidarietà: "Noi siamo intervenuti per nostra competenza e abbiamo raddoppiato i presidi sanitari, siamo lì a fare tutto quello che sere per fare sostegno a delle persone che meritano perché sono povera gente che cerca una vita migliore. Ma farlo entrare in Italia senza una prospettiva migliore è un imbroglio assoluto".

Toti si dice d'accordo con il presidente lombardo Maroni sulla soluzione da adottare e cioè "quella di bloccare le partenze sulle coste della Libia. Abbiamo la marina impegnata in un'operazione nel Mediterraneo, utilizziamola per evitare che le barche attraversino il mare, usiamo le spiagge della Libia per creare campo di accoglienza e identificazione per discernere chi ha diritto di asilo e viene dalla guerra e chi, pur venendo da una zona povera del mondo non si può qualificare altro che come clandestino e quindi non abbiamo modo di accoglierlo perché l'Italia già mi sembra in sufficiente difficoltà".

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