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pubblicato il 06/mar/2015 07:52

Tosi: Consiglio Liga Veneta a Salvini ritiri commissariamento

"Non si toglie facoltà statutaria, problema tra segreterie Veneto e Lombardia"

Tosi: Consiglio Liga Veneta a Salvini ritiri commissariamento

Padova, 6 mar. (askanews) - Flavio Tosi non torna indietro. E rilancia sul terreno delle regole, quelle previste dallo statuto federale della Lega Nord. Dalla sua ha il Consiglio nazionale della Liga Veneta che, nella notte, a Padova, ha deciso di chiedere formalmente che il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini ritiri il provvedimento che sancisce il commissariamento del Carroccio in Veneto. Decisione che era stata assunta dal Consiglio federale di via Bellerio lunedì scorso con la nomina di Gianpaolo Dozzo nel ruolo di "mediatore".

Al termine del consiglio "nathional", il sindaco "ribelle" di Verona ha spiegato: "E'stata approvata la proposta di chiedere al federale di rivedere la decisione" di avere un commissario per le liste delle regionali in Veneto. Al direttivo veneto ha preso parte anche Gianpaolo Dozzo, il mediatore per l'appunto. Tosi è entrato poi nel merito della proposta approvata dal consiglio nazionale: "Noi abbiamo spiegato che non è una questione personale ma una questione fra la segreteria della Liga Veneta e quella della Lega Nord".

E il dibattito è proprio tutto interno alle due anime del Carroccio: quella originaria veneta da dove il movimento nacque proprio a Padova ormai 35 anni orsono, e quella nella nuova veste nazionale, quella Lombarda, proposta dal segretario Salvini. Tosi ha ribadito le sue posizioni: no a soluzioni calate dall'alto, quindi da Milano, piena autonomia del territori così come sancito dallo statuto federale del movimento."Non esiste - ha avvertito Tosi - che si tolga alla Liga Veneta una facoltà statutaria che le spetta da sempre. Quello che io proporrò al consiglio nazionale è di spiegare al federale che il commissariamento non è accettabile". Anzi di più: "Il provvedimento di commissariamento è irricevibile, sia dal punto di vista formale che sostanziale", non esita a puntualizzare il sindaco veronese. Del resto, ha spiegato lo stesso Tosi la votazione nel direttivo veneto è avvenuta "a maggioranza" e sarà proprio Tosi ad a far sapere a Salvini il risultato del consiglio nazionale della Liga Veneta.

Il voto si è chiuso con 13 persone a favore del documento presentato da Tosi e tre contrari. Assediato dai giornalisti che lo attendevano, il segretario nathional ha fatto sapere che lo scontro potrebbe, forse, ricomporsi in vista delle regionali se "si ristabiliscono le regole interne,e cioè che è la Liga Veneta a fare liste ed alleanze, com'è da sempre, il problema è già finito". Da parte del "mediatore" alias commissario, Dozzo sono giunte parole pacificanti: "Ho rivolto un invito a fare il bene del movimento". Calato perfettamente nel ruolo di intermediario nominato dal consiglio federale per risolvere le tensioni scoppiate in Veneto, Dozzo ha auspicato che i problemi possano essere superati.

Adesso la palla passa nuovamente nel campo del segretario federale, Matteo Salvini. Anche se sembra ormai chiaro che la corsa elettorale in Veneto, almeno per la Lega potrebbe essere meno in discesa di quanto potesse sembrare qualche mese fa. L'"eretico" Tosi, in ogni caso, ha messo in moto una reazione a catena che sta rimettendo in gioco il ruolo dei territori relegati in un angolo dal nuovo corso del Carroccio che Matteo Salvini sta scrivendo insieme alla destra. Non è solo un fatto di liste e candidature, c'è molto di più. C'è quello che, in sottotraccia, c'è sempre stato e che riemerge come un fiume carsico: la legittima aspettativa del Veneto di poter contare di più in seno a un movimento che sull'autonomia e il federalismo dei territori ha costruito il suo principale baluardo storico e politico.

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