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pubblicato il 23/mag/2012 19:32

Torino, Fassino rinuncia a celebrare matrimonio dell'ex Br

Dopo appello della figlia di Piero Coggiola, ucciso nel '78

Torino, Fassino rinuncia a celebrare matrimonio dell'ex Br

Torino, 23 mag. (askanews) - Lo aveva annunciato domenica scorsa. Il sindaco di Torino, Piero Fassino avrebbe dovuto celebrare in Comune le nozze di un ex brigatista. L'opposizione è insorta e anche le associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo si sono fatte sentire. E proprio in rispetto a queste ultime alla fine il sindaco del capoluogo piemontese ha deciso che non celebrerà il matrimonio dell'ex br torinese Nicola d'Amore, condannato per l'omicidio del capofficina Lancia, Piero Coggiola, avvenuto nel 1978. "Avendo vissuto gli anni bui del terrorismo e visto da vicino il dramma delle famiglie colpite, comprendo il dolore della famiglia Coggiola e ne raccolgo l'appello", ha fatto sapere Fassino, che ha aggiunto: "D'altra parte avevo accolto la richiesta di Nicola D'Amore di celebrare il suo matrimonio per una ragione umana e di civiltà, ritenendo che, a chi ha scontato la pena e ha riconosciuto la gravità dei propri atti, non si debba rifiutare la possibilità di costruire una nuova vita". "Una valutazione - ha precisato il sindaco di Torino - che in me non riduce, nè attenua la più netta condanna di ogni atto di terrorismo e il giudizio sulle responsabilità di chi si è macchiato di tali atti. Tuttavia, poichè non è mai stata nè è mia intenzione rinnovare un dolore atroce, ho convenuto con Nicola D'Amore sulla opportunità che il suo matrimonio sia celebrato da un altro ufficiale di stato civile". L'ex brigatista, ultrasessantenne, è oggi in libertà, dopo aver scontato due condanne, la seconda per rapina. Oggi allena una squadra di ragazzini e dalle pagine dei giornali locali rivendica di essere "una persona diversa, che accetta le istituzioni". Ma c'è chi non dimentica, e la figlia di Coggiola, Antonella, criticando l'eccessiva pubblicità data all'iniziativa, ha chiesto al sindaco di ripensarci "per rispetto a me e a mia madre".

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