martedì 28 febbraio | 07:04
pubblicato il 02/set/2014 18:56

Toninelli: Berlusconi ancora cavaliere, Napolitano responsabile

Dopo condanna "legge impone revoca ma ministro Guidi non la fa" (ASCA) - Roma, 2 set 2014 - "Il pregiudicato Berlusconi e' ancora cavaliere del lavoro!". A denunciare il fatto e' il deputato del Movimento 5 stelle Danilo Toninelli, che sottolinea sul suo profilo Facebook che "la legge impone la revoca dell'onorificenza ma il ministro Guidi non lo fa. Ho depositato un'interrogazione per sapere il perche'".

"I media - scrive l'esponente stellato - lo chiamano 'ex Cavaliere', ma basta aprire il sito del Quirinale alla sezione 'onorificenze', per capire che non e' cosi'. Cavaliere del Lavoro lo e' ancora, sia di fatto che di diritto. Nulla conta la sua auto sospensione dalla federazione dei Cavalieri del lavoro il 18 marzo 2014. Il tutto in spregio della legge 194 del 1986 che all'art. 13 impone la revoca dell'onorificenza in caso di sopravvenuta indegnita'. E quale peggiore indegnita' per colui che e' stato condannato in via definitiva per frode fiscale, un reato tanto grave quanto socialmente vile. Un reato di proporzioni immani per il quale B. e' stato condannato solo in minima parte, cioe' per i 7 milioni di fondi neri dal 2002 in avanti, e non per quelli degli anni precedenti, stimati dai giudici nell'immane cifra di 280 milioni e andati prescritti grazie alla legge cosiddetta ex-Cirielli, scritta ed approvata solo per B".

"Ma chi sono - si chiede Toninelli - i responsabili di questa ennesima porcata all'italiana? Oltre ovviamente a B., sono il Ministro dello Sviluppo Economico e il Presidente della Repubblica, cioe' coloro a cui la legge ha assegnato il potere di conferire e togliere l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Un triangolo di omissioni e connivenze che dura da un anno, cioe' da quando B. e' un pregiudicato, e che investe l'ex ministro Zanonato e l'attuale ministro Guidi (definita 'il ministro berlusconiano del governo Renzi', Libero, 22 febbraio 2014), responsabili di non aver adempiuto al loro dovere istituzionale.

E lo e' anche il monarca Napolitano, reo di non aver mosso un dito, ne' sollecitando il ministro competente a darsi una mossa, ne' agendo motu proprio".(Segue) Pol/Bar

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