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pubblicato il 25/gen/2012 20:11

Terzo Polo diviso: Fini per partito Nazione subito,Casini frena

Tensioni pre amministrative. Clausola Fli:simbolo solo se hai 5%

Terzo Polo diviso: Fini per partito Nazione subito,Casini frena

Roma, 25 gen. (askanews) - C'è stato un momento in cui la situazione è sembrata sul punto di esplodere. E' accaduto venerdì scorso, quando Gianfranco Fini ha 'inviato' Italo Bocchino da Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa. Non solo a causa della grana della giunta Lombardo in Sicilia, ma soprattutto per discutere delle prospettive del terzo Polo. Del futuro, insomma, a partire dalle amministrative e in vista delle prossime Politiche. Il messaggio recapitato dal vicepresidente di Fli, riferiscono fonti centriste, suona più o meno così: fateci capire se credete ancora nella prospettiva del Terzo Polo, se avete intenzione di dar vita fin da subito a un percorso unitario, oppure ciascuna forza prenderà atto della situazione. La riunione, riferiscono le stesse fonti, si è conclusa con una tregua. Che basta forse a placare per ora il malcontento nel partito di Fini. Ma il nodo delle intese alle amministrative resta sul tavolo, così come la prospettiva del Terzo polo e l'ipotesi di dar vita a un soggetto unitario. E' proprio su questo punto che Fini e Casini, da settimane, divergono. Perché il Presidente della Camera è convinto che la prospettiva sia quella di dar vita fin da subito a un unico soggetto, da 'testare' fin dalle amministrative. Un 'partito della Nazione' che, fra l'altro, eviti a Fli, Udc, Api di correre separatamente a maggio 2012, nel voto amministrativo, e quindi di contarsi. Casini però, riferiscono, non la pensa allo stesso modo. Preferirebbe attendere le amministrative, 'pesare' le diverse forze in campo, dar vita solo dopo a un unico soggetto politico. Da qui le tensioni, culminate con il caso Sicilia, da qui la riunione tra Casini, Cesa e Bocchino, per cercare di ritrovare un percorso comune. Futuro e libertà, se la trattativa con l'Udc non dovesse decollare, avrebbe davanti due strade, entrambe valutate negli ultimi giorni. Il primo scenario prevede una scelta 'minimalista', quella di correre alle amministrative facendo leva su molte liste civiche, evitando la presentazione del simbolo in ogni centro chiamato alle urne. In quest'ottica - è il retroscena svelato maliziosamente da un centrista - il vertice del partito ha già invitato i responsabili regionali a far richiesta formale nel caso in cui si intenda presentare il simbolo. Con una clausola pesante: Chi non ottiene il 5% dei voti rimette il mandato di coordinatore. L'altra strada è in via di valutazione. Prevede che sia Fini a 'forzare la mano', a rompere gli indugi entro marzo. Lanciando la sfida all'Udc, pubblicamente, magari nel corso di un evento organizzato proprio con questo scopo: è il momento di costituire un soggetto unitario, potrebbe dire Fini, il momento è adesso. Difficile per Casini sottrarsi di fronte alla 'chiamata' dell'alleato. Molto, naturalmente, dipenderà anche dalle prossime settimane del governo Monti e dalla tenuta complessiva dell'esecutivo.

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