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pubblicato il 14/mag/2011 10:15

Terzo Polo debutta nelle grandi città:Determinanti ai ballottaggi

Appoggi tutti da decidere. Da Napoli si attende miglior risultato

Terzo Polo debutta nelle grandi città:Determinanti ai ballottaggi

Roma, 14 mag. (askanews) - Milano, Torino, Bologna, Napoli: saranno le quattro città principali, al voto per il rinnovo della poltrona di sindaco, il laboratorio elettorale in cui si misurerà per la prima volta il Nuovo Polo per l'Italia, l'alleanza sancita da Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli all'indomani della bocciatura della mozione di sfiducia contro il governo il 14 dicembre scorso, che ha visto il passaggio di Fli, il partito del presidente della Camera, all'opposizione. Obiettivo della corsa fuori dai poli è che le quattro grandi sfide, soprattutto quella di Milano e Napoli, vadano a finire al ballottaggio tra il candidato del centrodestra e quello del centrosinistra, con una differenza di punti percentuale che renda determinante il voto del terzo polo alle amministrative. "Vogliamo dimostrare che senza il terzo polo non si vince e che la gente è stufa di questo bipolarismo", è il refrain dei terzo polisti. I candidati messi in campo sono Alberto Musy a Torino, Manfredi Palmeri a Milano, Raimondo Pasquino a Napoli, mentre a Bologna l'appoggio andrà alla lista civica di Stefano Aldrovandi. Il risultato migliore Udc, Fli e Api se lo aspettano dal capoluogo partenopeo ma sulle percentuali nessuno si sbilancia: "Per noi è una prima piccola prova", minimizza Casini. Il ragionamento è che, non essendo in campo in tutti i comuni che vanno al voto, non potrà emergere un risultato del terzo polo a livello nazionale. In ogni caso, è la promessa, il terzo polo andrà avanti. Ma è facile immaginare che c'è una soglia sotto la quale non si può andare. E' un centrista a disegnare lo scenario peggiore: "Che il candidato di Grillo vada meglio di noi?". I tre leader si vedranno subito dopo gli scrutini, martedì, per esaminare i risultati e iniziare a parlare di come schierarsi agli eventuali ballottaggi. Rutelli è il più adamantino: "Ci sarà libertà di voto in situazioni limitatissime". Per il resto ci si schiera. Ma Udc e Fli sono più caute: si valuta caso per caso, e non è detto che la scelta sia la stessa ovunque. Certo, la campagna elettorale che stanno conducendo sia Rutelli che Casini che Fini - nessuno di loro sta risparmiando colpi e reazioni a Berlusconi - porterebbe a pensare che in nessuna città il terzo polo si schiererà ai ballottaggi con i candidati del centrodestra: su tutte Milano, caricata di significato nazionale dallo stesso premier. Ma prevale la cautela. Soprattutto nel caso di Napoli dove i terzopolisti non escludono una possibile sfida De Magistris-Lettieri al secondo turno, eventualità che escluderebbe l'appoggio al dipietrista.

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