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pubblicato il 24/ago/2016 20:22

Terremoto, Renzi: 120 morti, garantiremo ricostruzione vera

Il premier a Rieti: "Italia solidale, ora evitare polemiche"

Terremoto, Renzi: 120 morti, garantiremo ricostruzione vera

Roma, 24 ago. (askanews) - Il terremoto che ha colpito il Centro Italia ha un bilancio provvisorio pesantissimo, di almeno 120 morti e oltre 380 feriti, ma ora non è il momento delle polemiche e il governo si impegna per una ricostruzione "vera". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in conferenza stampa a Rieti al termine di un vertice in prefettura.

Il premier, che in precedenza nel pomeriggio aveva effettuato un sopralluogo ad Amatrice, spiega che "ci sono almeno 120 vite spezzate al momento e il bilancio non è definitivo, è possibile che questo numero cresca". I morti sono 34 in territorio marchigiano e 86 in territorio laziale. I feriti trasferiti da Amatrice e Accumoli sono invece 386.

"La macchina dei soccorsi si è messa in moto immediatamente. L'emergenza avrà purtroppo un lungo periodo di gestione, ma dovremo essere all'altezza della sfida", ha detto ancora il premier, assicurando che "la credibilità e l'onore di tutti noi sarà garantire una ricostruzione vera, che consentirà agli abitanti di vivere queste comunità, di ripartire da questi borghi così belli che hanno un passato talmente meraviglioso che non può finire". Per questo, già domani, il Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato di emergenza. "Prenderemo - ha detto - i primi provvedimenti che saranno immediati. Ma sarà necessario fare un lavoro molto serio, continuo, costante nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e mesi e la visita di oggi del governo sarà la prima di una lunga serie: sarà fondamentale dare certezza dei tempi e dare un futuro a queste comunità".

Il presidente del Consiglio, che questa mattina aveva assicurato che "nessuno sarà lasciato da solo", ha sottolineato la reazione di solidarietà partita in tutto il Paese (con "pagine bellissime e commoventi") chiedendo di evitare le polemiche. "C'è un sentimento di dolore e commozione profonda che sta attraversando il Paese da Nord a Sud senza riguardo al colore politico e alle idee personali. L'Italia è profondamente solidale con questo territorio. Noi siamo bravi a fare polemiche, a dividerci ma di fronte al dolore l'Italia mostra il suo volto più bello". A questo proposito, a una giornalista che gli chiedeva un'opinione sulle opere di prevenzione dal rischio sismico in Italia, il premier ha risposto che "aprire una discussione polemica quando si ha un sisma 6.0 non ha alcun significato, ora è il momento delle lacrime, domani parte il percorso di ricostruzione".

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