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pubblicato il 04/lug/2011 07:25

Tav/Napolitano: violenze intollerabili. Bufera Grillo: sono eroi

Bersani:Inaccettabile.Vendola: bisogna ascoltare ragioni protesta

Tav/Napolitano: violenze intollerabili. Bufera Grillo: sono eroi

Roma, 4 lug. (askanews) - Gli scontri in Val di Susa, con un gruppo di persone che staccatosi dal corteo è venuto in contatto con gli agenti schierati nell'area del primo cantiere della Tav Torino-Lione, fa discutere la politica che, quasi unanimemente, ha preso le distanze. Il monito più alto è arrivato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in una nota ha espresso una "netta condanna" delle violenze rivolte da "gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva" nei confronti delle forze dell'ordine a cui ha voluto rivolgere la sua "solidarietà". Ma da quasi tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, ci sono state decise prese di posizione. A nome del governo ha parlato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, assicurando che non saranno degli "autentici delinquenti" a fermare un'opera che l'esecutivo ritiene "prioritaria". Una forte condanna delle violenze "senza equivoci" è arrivata anche dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che ha parlato di attacchi "allarmanti e assolutamente inaccettabili". Con una netta presa di distanze dal peana cantato alla protesta da Beppe Grillo, defininendo "prove tecniche di dittatura" i blocchi delle forze dell'ordine e "eroi" i manifestanti. Contro il quale, dal quotidiano la Repubblica, si scaglia il sindaco Pd fiorentino Matteo Renzi. "Chi esalta i lanciatori di sassi - ha detto- mi fa schifo: è un teppista, prima si condanna e poi si discute". Non coincidente la poisizione del leader Sel Nichi Vendola. "Le violenze - ha detto intervistato anche lui da Repubblica- vanno assolutamente isolate: oscurano le stesse ragioni delle protesta. Ma dissentire non è da criminali. Bisogna saper ascoltare la protesta".Voce fuori dal coro è stata quella del segretario del Prc, Paolo Ferrero, secondo il quale a causare gli scontri è stata "l'occupazione militare del sito di Chiomonte".

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