giovedì 19 gennaio | 16:38
pubblicato il 10/feb/2014 16:06

Svizzera: dal Vco oltre 5mila lavoratori. Nobili, no a penalizzazioni

(ASCA) - Torino, 10 feb 2014 - Sono oltre cinquemila i lavoratori provenienti dalla provincia piemontese del Vco occupati in Svizzera, soprattutto nel canton Tincino e nel Vallese. E dopo il referendum della confederazione elvetica che vorrebbe istituire le quote di ingresso e punta a rinegoziare entro tre anni tutti i trattati internazionali sulla circolazione degli stranieri nel paese, c'e' preoccupazione. Il presidente della provincia Masimo Nobili prepara la risposta e ha gia' calendarizzato alcune iniziative istituzionali per avviare un confronto che scongiuri le conseguenze del referendum nei confronti dei lavoratori italiani: ''Faremo la nostra parte - assicura Nobili - assumeremo degli atti perche' non vengano penalizzati ne' i territori di confine ne' i lavoratori che portano esperienza e professionalita' in Svizzera e che hanno contribuito affinche' il Pil della Confederazione raggiungesse i livelli imporanti a cui si e' assestato''. Quella italiana e' una presenza importante nel settore edile e nell' industria, oltre che nel settore alberghiero, ma che negli ultimi anni si e' diversificata abbracciando il settore sanitario con l'impiego di fisioterapisti, medici, infermieri, e la finanza, ma piu' in generale nuovi ruoli di responsabilita' per laureati in diversi settori.

''Assumeremo un ordine del giorno in consiglio provinciale - prosegue Nobili -. Convocheremo il tavolo che abbiamo gia' costituito per il lavoro dei frontalieri in provincia, chiedero' una convocazione della Regio insubrica, comunita' del lavoro transfrontaliera a cui appartengono le province italiane piemontesi e lombarde confinanti con il Canton Ticino, oltre allo stesso cantone svizzero. Chiederemo anche un intervento della Regione Piemonte, scrivero' al presidente Cota''.

Nobili sottolinea che questao nuovo problema si inserisce su un altro tema economicamente sensibile che e' quello dei ristorni dei frontalieri: ''Oggi - spiega il presidente della provincia Vco - i comuni percepiscono somme importanti di ristorno di cio' che i frontalieri riversano in Svizzera.

Queste somme tornano in Italia per sostenere progetti dei comuni dove questi frontalieri sono residenti, ma la Svizzera vuole annullarle o ridurle al 12% e questo ci preoccupa veramente''.

''Mentre dal Vallese non abbiamo mai avuto iniziative contro i frontalieri, contestiamo quelle di alcune forze politiche del Canton Ticino, e di una in particolare (L'Udc, Ndr), contro i lavoratori italiani''. Assieme ai timori per le conseguenze sociali ed economiche del referendum Nobili sottolinea anche quello per i rapporti internazionali e per ''un quadro europeo piu' ampio di collaborazione e di sinergie tra stati alla luce del fatto che anche la Svizzera aveva aderito al trattato di Schengen e quindi il superamento delle frontiere''.

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