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pubblicato il 14/set/2013 11:01

Sud: Letta, risorse ci sono, impariamo a spenderle meglio

Sud: Letta, risorse ci sono, impariamo a spenderle meglio

(ASCA) - Roma, 14 set - ''Non e' vero che non ci sono risorse. Cio' che manca ancora, troppo spesso, e' la capacita' di spenderle, di spenderle in modo efficace''. Lo scrive in una lettera pubblicata oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno il premier Enrico Letta, per il quale ''il Mezzogiorno non ha davvero piu' bisogno di proclami. Lo diro' oggi all'inaugurazione di un appuntamento importante come la Fiera del Levante. Ha bisogno soprattutto di due cose: politiche adeguate e una classe dirigente responsabile. In nessun luogo come nel Sud dobbiamo rendere percepibile la differenza tra una politica che troppo spesso si e' adagiata sulla retorica e sugli alibi e le politiche che incidono - possono incidere -realmente sulla vita delle persone''. ''Non occorre una lista della spesa. Non serve nemmeno l'etichetta di una 'politica del Mezzogiorno'. Bisogna declinare per il Mezzogiorno e nel Mezzogiorno - spiega Letta - le politiche per riportare l'Italia alla crescita, in una prospettiva europea, dato che l'Europa stessa non uscira' dalla crisi insistendo sulla divisione tra 'centro' e 'periferia', ma solo ritornando protagonista dell'area mediterranea''.

''Che fare, quindi? - chiede il premier -. Prima di tutto viene la scuola: senza vincere la sfida educativa, i divari culturali, istituzionali ed economici non saranno mai superati. I risultati delle rilevazioni Invalsi 2013 sulle competenze degli alunni ci mostrano che il divario tra Nord e Sud si e' addirittura allargato. E' essenziale affrontare l'emergenza della dispersione scolastica. Con la Strategia 2020 in Europa ci siamo dati un obiettivo: ridurre la dispersione scolastica sotto il 10 per cento. La Sardegna e' al 25,8, la Sicilia al 25. In troppe occasioni la scuola perde la sua battaglia con la strada: per questo abbiamo investito nella prevenzione della dispersione scolastica, con il decreto di lunedi' scorso. Una volta che portiamo i ragazzi a scuola, dobbiamo portarli in una scuola sicura. Il governo e' intervenuto sull'edilizia scolastica a 360 gradi: le risorse nazionali, con 450 milioni per i prossimi tre anni; la sponda europea, con la Banca Europea per gli Investimenti; l'efficienza e la tempistica, per far si' che le risorse si trasformino veramente in cantieri''.

''Un secondo punto riguarda la cultura e la valorizzazione dei 'tesori' di cui disponiamo, rendendoli finalmente fruibili per tutti, per non ritrovarci a commentare gli articoli dei giornali stranieri sul loro degrado: per questo abbiamo dato una svolta a Pompei, affidando poteri reali a un direttore generale che dovra' definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese. Anche qui, meno retorica e piu' efficienza. Un giovane meridionale su tre - ricorda Letta - oggi non studia ne' lavora. Per questo, la priorita' della nostra politica europea del Mezzogiorno e' il lavoro, quella lotta alla disoccupazione che sta al cuore della nostra azione in Europa e dei bisogni del Paese e che parte dai 794 milioni stanziati per abbattere le tasse per chi assume giovani a tempo indeterminato''.

''Questi interventi concreti ci dicono che la retorica per cui non ci sono risorse e' falsa, oltre che autolesionista.

Dobbiamo combatterla nel merito. Le risorse ci sono: il nuovo piano industriale 2013-2015 della Cassa Depositi e Prestiti - sottolinea Letta - puo' mobilitare nuovi investimenti fino a 95 miliardi di euro e, per volonta' del Governo, per la prima volta cita in modo esplicito il Mezzogiorno. Quanto ai fondi europei, nonostante le accelerazioni degli ultimi mesi, e' stata spesa meno della meta' delle risorse dell'Obiettivo Convergenza 2007-2013. Non e' vero dunque che non ci sono risorse. Cio' che manca ancora, troppo spesso, e' la capacita' di spenderle, di spenderle in modo efficace. Con questo obiettivo, con il decreto sul pubblico impiego approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 26 agosto, abbiamo creato l'Agenzia per la coesione territoriale, per monitorare costantemente la gestione dei fondi e sostenere le amministrazioni nel loro utilizzo, per dare concretezza alla programmazione in corso e al ciclo 2014-2020. Perche' dobbiamo cambiare marcia, dobbiamo fare meno cose e farle meglio. Questo chiama in causa la responsabilita' della classe dirigente, a tutti i livelli. E proprio da queste scelte e da questa responsabilita' il Mezzogiorno puo' e deve ripartire'', conclude Letta.

red-ceg/vlm

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