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pubblicato il 07/ott/2014 19:22

Stop Alfano su unioni gay fa infuriare Pd. Fi: "noi ci siamo"

Maggioranza divisa sui diritti civili. Scalfarotto: "parli Renzi"

Stop Alfano su unioni gay fa infuriare Pd. Fi: "noi ci siamo"

Roma, 7 ott. (askanews) - Dopo il divorzio breve, ora le unioni gay. Il riconoscimento dei diritti civili torna a dividere governo e maggioranza, con un duro scontro centristi-Pd e Forza Italia pronta anche su questo versante a proporsi a Renzi. Casus belli è stavolta il blitz del leader Ncd Angelino Alfano che, forte della sua autorità di ministro degli Interni ha intimato ai prefetti con circolare protocollata di non trascrivere le unioni civili fra gay che i Comuni dovessero registrare.

Una iniziativa a difesa della quale sono scesi in campo gli altri ministri e colonnelli Ncd, con in testa il ministro Maurizio Lupi e il coordinatore Gaeatano Quagliariello passando per il capogruppo Maurizio Sacconi. Ma che ha fatto infuriare, oltre alle associazioni che si battoni per il riconoscimento dei diritti civili degli omossessuali, anche il Pd. "Alfano si occupa con molta insistenza di nozze gay. Come se da questo dipendesse la sicurezza del Paese. E i diritti delle persone invece?", ha twittato il capogruppo Roberto Speranza. Ma è da palazzo Chigi, dal sottosegretario Pd alla presidenza con delega ai Rapporti con il Parlamento e le Riforme Ivan Scalfarotto, che è arrivata la replica ad Alfano più dura con richiesta di intervento in prima persona al premier Matteo Renzi.

"Forse Alfano - ha dichiarato Scalfarotto- ha dimenticato che il titolare della delega alle pari opportunità è il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha ripetutamente sostenuto, anche nella solennità delle aule parlamentari, che le unioni civili sul modello tedesco e le stepchild adoption sono parte integrante del programma del nostro Governo. Questa mattina - ha affermato- mi sono chiesto da quando il ministro Alfano abbia cominciato a dettare l'agenda delle pari opportunità. Sono rimasto francamente sorpreso dal fatto che un valore fondamentale come quello della collegialità dei membri di Governo sia stato calpestato da questa improvvida uscita. Ho sempre pensato che un ministro della Repubblica debba prodigarsi per migliorare le condizioni dei cittadini che rappresenta: le dichiarazioni di Alfano mettono la retromarcia a questo processo e relegano il paese in un ruolo di retroguardia oscurantista che l'Italia veramente non merita".

Forza Italia è stata ancora una volta assai lesta a infilarsi nel varco. "La decisione presa dal Governo Renzi per tramite del ministro Alfano mette in evidenza un vuoto normativo che deve essere colmato. Fin quando la politica non avrà coraggio e responsabilità per farsi promotrice di una legge dello Stato sulle unioni civili sarà impossibile evitare che una circolare del ministro o, peggio, una sentenza della magistratura colmino un vuoto politico e normativo". Lo dichiara in una nota l'ex ministro delle Pari Opportunità e portavoce di Forza Italia alla Camera, Mara Carfagna.

"Oggi - ha affermarto Mara Carfagna, proprio oggi nominata da Silvio Berluisconi responsabile per i dirittio civili di Fi - ci sono i tempi e le condizioni affinché la politica si dia da fare, lontana da pregiudizi e ideologie di parte, per trovare soluzioni in grado di riconoscere tutele, diritti e doveri a persone dello stesso sesso che abbiano deciso di condividere un percorso di vita. C'è un vuoto normativo da colmare. Fin quando la politica non avrà coraggio e responsabilità per farsi promotrice di una legge dello Stato sulle unioni civili sarà impossibile evitare che una circolare del ministro o, peggio, una sentenza della magistratura colmino un vuoto politico e normativo". "Forza Italia - ha fatto eco la responsabile affari sociali Fi Vittoria Brambilla- è pronta ad impegnarsi per colmare il vuoto normativo che ancora consente al governo Rernzi per bocca del ministro Alfano di opporre anacronistici veti e dimostrare ancora una volta di non essere in sintonia con il Paese e il Parlamento".

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