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pubblicato il 27/nov/2014 09:26

Speranza:Renzi cambi registro se non vuole sorprese sul Quirinale

Non banalizzi il dissenso, cerchi massima condivisione nel Pd

Speranza:Renzi cambi registro se non vuole sorprese sul Quirinale

Roma, 27 nov. (askanews) - "Renzi cambi registro, non banalizzi il dissenso, non attacchi così i sindacati, non dica che l'astensionismo è un fatto secondario" o avrà sorprese al momento dell'elezione del presidente della Repubblica. L'avvertimento arriva dal capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, capocorrente di Area Riformista.

In un'intervista alla Stampa, Speranza analizza il voto della Camera sul Jobs act a cui una trentina di deputati Pd non hanno partecipato: "E' stato un errore molto grave il voto contrario rispetto alle indicazioni del gruppo. Ma Renzi cambi registro, non banalizzi il dissenso, non attacchi così i sindacati, non dica che l'astensionismo è un fatto secondario. Non faccia finta di nulla, quei colleghi che sbagliano lanciano un segnale sull'inquietudine che c'è fuori. Conviene questo scontro perpetuo con il sindacato? A che ci porta? Sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale serve il massimo confronto dentro il Pd, va costruito un clima di sintonia e maggiore fiducia nel gruppo parlamentare. Renzi deve mostrare di essere più capace di cogliere lo spirito di disagio nel paese di queste settimane".

"Massima condivisione", secondo Speranza, serve anche per il "passaggio sul Colle, che mi auguro vi sia il più tardi possibile. Solo questo fattore può garantire il massimo della coesione. E noi abbiamo bisogno di una tenuta fortissima del gruppo, perché ancora portiamo sulla pelle le cicatrici della ben nota vicenda della volta scorsa. Renzi del resto sa bene che solo la condivisione garantisce coesione".

Il presidente dei deputati Pd esclude la nascita di un altro partito: "Ho sentito tutti escludere con forza la scissione. Io scommetto che non ci sarà e lavoro per questo. Ma serve uno sforzo da parte di Renzi di includere tutti nei processi. Mettere le questioni di merito sul tavolo è legittimo, ma dobbiamo trovare un metodo per garantire tenuta facendo convivere anche opinioni diverse nel Pd".

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