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pubblicato il 14/nov/2013 12:00

Sos a Italia per Charlotte-Charlenne, nate a Roma ora a Tacloban

Appello genitori a Istituzioni: "aiutatateci a riportarle da noi"

Sos a Italia per Charlotte-Charlenne, nate a Roma ora a Tacloban

Roma, 14 nov. (askanews) - Fra le macerie del tifone Haiyan che ha devastato le Filippine ci sono anche la casa e la scuola di Charlotte Ann e Charlenne, due sorelline di diciasette e quattordici anni, nate a Roma ma filippine di nazionalità perchè i loro genitori sono due filippini che da vent'anni vivono e lavorano in Italia. Charlotte e Charlenne, in possesso dalla nascita di regolare permesso di soggiorno in Italia periodicsmente rinnovato, tornano infatti in Filippine a studiare nelle scuole di Mayorga, comune di circa diecimila abitanti a poche decine di chilometri dal Tacloban, nella casa dell'anziana nonna di 83 anni da cui vivono ospiti durante l'inverno. Ed è lì si trovavano quando su Tacoblan si è abbattuto Haiyan. Da sabato scorso con Charlotte e Charlenne d i loro genitori, piccola abitazione all'Olgiata, non sono più riusciti a parlare. Anche se per fortuna lunedì, a 48 ore dalla furia assassini, sono riusciti a sapere da un parente che le due ragazzine sono vive anche se "non hanno più niente". E dunque "hanno bisogno di aiuto". Un'angoscia, quella di Edwin Cernal e di sua moglie Emeleita Ragmat nella loro casa all'Olgiata, di professione collaboratori familiari con perfetta padronanza dell'italiano, che li ha portati a rivolgersi direttamente alle Istituzioni italiane chiedendo aiuto per le due ragazze. Un appello raccolto per prima dalla Presidente della Camera Laura Boldrini che, una volta segnalato il caso alla Farnesina, ha raccontato la storia di Charlotte e Charlenne sul suo sito e sul suo profilo Facebook. "I genitori di Charlotte e Charlenne rivolgono un appello alle autorità italiane - ha reso noto la presidente della Camera- perché le due giovani possano essere aiutate a tornare nella terra di adozione. Una richiesta che ho inoltrato agli organi competenti perché le due giovani, sebbene non ancora cittadine italiane, possano ricevere un aiuto per raggiungere il Paese in cui sono nate". (segue)

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