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pubblicato il 02/set/2011 16:05

Siria/ Avaaz: Ritardo sanzioni Ue voluto da Italia costerà vite

Embargo petrolifero su contratti in corso rinviato a 15 novembre

Siria/ Avaaz: Ritardo sanzioni Ue voluto da Italia costerà vite

Roma, 2 set. (askanews) - Avaaz, l'associazione transnazionale che promuove campagne globali di attivismo sociale e civile, ha duramente criticato oggi il ritardo di 10 settimane sulle sanzioni petrolifere alla Siria relative ai contratti in corso, approvato a Bruxelles su richiesta dell'Italia. In un comunicato l'ong fa appello all'Europa affinché imponga da subito le sanzioni sul greggio proveniente dalla Siria anche ai contratti di fornitura già in essere con le compagnie Ue - e non dal 15 novembre, come deciso dai Ventisette. "Avaaz stima che la dilazione proposta dal governo Berlusconi possa provocare, da oggi a novembre, la morte di un migliaio di persone", indica la nota. Ricken Patel, direttore esecutivo del gruppo, ha dichiarato: "Diplomatici, esperti e cittadini sono sconcertati dall'insensato ostruzionismo italiano sulle sanzioni al petrolio siriano che, se applicate, potrebbero contribuire a mettere fine alla carneficina in Siria". Molte altre nazioni stanno rescindendo i contratti petroliferi, mentre l'Italia pretende profitti a breve termine, a scapito delle vite umane in Siria. Le nazioni dell'Unione Europea dovranno opporsi fermamente al più grande sostenitore del Presidente Assad fino a quando gli italiani non abbiano imposto sanzioni immediate. Ieri alle ambasciate italiane di Beirut, Washington DC, Ottawa, Il Cairo e Doha sono pervenute richieste urgenti di un incontro coi membri dell'opposizione siriana. Gli ambasciatori italiani a Beirut e Doha si sono incontrati questa mattina coi rappresentanti dell'opposizione. Le forze di Bashar al-Assad continuano con la stessa violenza a uccidere e torturare civili innocenti e ieri sono stati arrestati 17 bambini. Oggi i Ministri degli Esteri dell'Unione Europea saranno in Polonia per cercare un accordo sulle sanzioni petrolifere, e così restringere il flusso economico che sta finanziando il massacro perpetrato dal regime siriano.(segue)

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