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pubblicato il 28/set/2013 15:53

Sinistra: Vendola, si' a governo che cambi Porcellum e porti alle urne

Sinistra: Vendola, si' a governo che cambi Porcellum e porti alle urne

+++''Crisi inevitabile. Basta con il mito della stabilita'''.

Il leader di Sel pronto a ripetere l'alleanza con il Pd.

Intanto e' piu' che disgelo con Renzi+++. .

(ASCA) - Roma, 28 set - ''Siamo a un passaggio politico drammatico che puo' avvitarsi in una crisi istituzionale senza precedenti. Occorre parlare al Paese. Siamo al disvelamento del blocco sociale berlusconiano con il quale e' impossibile fare compromessi''. Lo dichiara Nichi Vendola in apertura della sua relazione all'Assemblea nazionale di Sel.

Poi aggiunge: ''Rivolgiamo un appello al Pd: insieme possiamo assolvere al compito di sgombrare il campo dal mito della stabilita'. Sciogliere l'attuale maggioranza e' un dovere per il bene dell'Italia''. Il governatore della Puglia esprime con nettezza il proprio dissenso rispetto ai governi dalle larghe intese di Mario Monti prima e di Enrico Letta dopo: ''Basta con lo stato di eccezione che ha ibernato la dialettica politica. La cessione della sovranita' dalla politica ai tecnici ha fallito. Va scongelato il quadro politico''. Vendola propone a Sel di dare un contributo ''al cambiamento di fase''. Arrivando nella Sala convegni di via dei Frentani, il presidente della Regione Puglia aveva spiegato la posizione di Sel davanti alle telecamere: ''La crisi e' inevitabile. E' finito il governo delle larghe intese. Noi siamo disponibili a traghettare l'Italia fuori da questa palude''. Da qui la disponibilita' a far parte di un nuovo governo che ''abbia una piattaforma minima, punti a riformare il Porcellum e ci accompagni alle urne''. Fin qui la proposta politica immediata. Ma l'Assemblea nazionale di Sel era chiamata a discutere anche dei temi che faranno da baricentro al Congresso che dovrebbe svolgersi a gennaio, dopo quello del Pd. Vendola avanza una ipotesi: ''Dobbiamo essere duttili sulla tattica e inflessibili sui principi. Per noi la bussola e' la difesa della Costituzione. Chi la difende non e' un conservatore''.

Quanto ai rapporti con il Pd, sottolinea: ''Il Pd non e' il nostro destino, quando ci sono possibilita' di alleanze dobbiamo praticarle con convinzione''. Vendola evita di entrare nel merito del dibattito precongressuale del Pd, di scegliere tra Matteo Renzi e Gianni Cuperlo, i candidati piu' accrediti a vincere la corsa verso la segreteria. Piu' affine politicamente a Cuperlo, si sa che il leader di Sel sta tessendo buoni rapporti con il sindaco di Firenze. ''Si tratta di un'amicizia nata nelle primarie del centrosinistra di un anno fa, quando vinse Pier Luigi Bersani. Da allora, si inviano sms e si fanno qualche telefonata'', racconta un autorevole dirigente di Sel. C'e' stato pure un incontro tra Vendola e Renzi a giugno, dopo che quest'ultimo aveva annunciato la sua idea di candidarsi alla segreteria del Pd, nel quale si e' discusso delle forme con cui potra' continuare l' alleanza tra i due partiti. Molto dipendera' dalla nuova legge elettorale con cui si andra' al voto (restera' in vigore il Porcellum? verra' modificato e come?), in quel colloquio Renzi ha tuttavia confermato che non e' sua intenzione porre preclusioni al rapporto tra Pd e Sel.

Si trattera' di vedere se e' possibile riproporre una coalizione che abbia come perno il Pd e che - a differenza delle scorse elezioni - inglobi Scelta civica e non solo Sel. Pur tentato dalla riproposizione di un Pd a ''vocazione maggioritaria'' sul modello di quanto fece Walter Veltroni nelle elezioni del 2008, Renzi non esclude la possibilita' di una coalizione che abbia un programma comune. Vendola ha intanto modificato giudizio sul sindaco di Firenze lanciato verso la conquista del Pd o di palazzo Chigi, se la tempistica della possibile crisi di governo dovesse portare alle elezioni anticipate. Un anno fa Vendola aveva parlato di Renzi come esempio possibile di ''inciucio tra sinistra e liberismo''. Quest'estate ha corretto il tiro durante l'intervento alla Festa nazionale di Sel a Milano: ''Parlo molto con Renzi. Che oggi e' il piu' critico verso le larghe intese, mentre la sinistra del Pd sembra la piu' agguerrita sentinella del governo Letta''. Il riferimento era a Bersani, con cui Vendola aveva sperato di vincere le elezioni e di mescolare Sel con il Pd per costruire un nuovo partito di sinistra. In una intervista alla ''Gazzetta del Mezzogiorno'' (10 agosto 2013), il governatore della Puglia si e' spinto ad affermare: ''Giudichero' l'esito del congresso Pd sulla base delle piattaforme programmatiche. Naturalmente sono molto interessato all'apporto specifico che puo' dare Renzi, non solo per la sua versatilita' comunicativa ma perche' lui ha colto con grande acume la necessita' di svecchiare una politica fatta di liturgie e ipocrisie''.

gar/njb

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