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pubblicato il 17/lug/2012 21:38

Sicilia/ Monti in pressing su Lombardo, ipotesi rinvio voto

Rischio default, si pensa a commissario. Su sfondo politiche 2013

Sicilia/ Monti in pressing su Lombardo, ipotesi rinvio voto

Roma, 17 lug. (askanews) - Il taglio del rating da parte di Moody's, le voci di un possibile default, l'assessore regionale Vecchio che parla esplicitamente di un rischio crac. Con la Sicilia che naviga in acque più che agitate, Mario Monti decide di intervenire e manda una lettera a Raffaele Lombardo il cui contenuto viene divulgato con una nota di palazzo Chigi. La domanda è secca: conferma il governatore siciliano che si dimetterà il 31 luglio? Perchè dalla scelta di Lombardo, si spiega, dipende la modalità di intervento del governo sulla Regione. La decisione di Monti spacca però la politica siciliana: plaudono Udc e Miccichè, si infuria Fli; cautamente soddisfatto il Pdl, mentre solo a sera il Pd definisce legittima la lettera del premier. Lombardo invece ottiene un faccia a faccia col premier per martedì prossimo. A dividere, la possibilità di un commissariamento che faccia rinviare il voto, altrimenti - in caso di dimissioni della Giunta - previsto ad ottobre. La nota di palazzo Chigi spiega il motivo della lettera di Monti: "Le gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio". Da qui la richiesta di chiarezza al governatore, motivata esplicitamente: "Le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un'azione da parte dell'esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati". Parole che in Parlamento vengono lette in maniera univoca: Monti vuole le dimissioni di Lombardo, per poi commissariare la Regione. Ma da palazzo Chigi smentiscono: "Non vogliamo decidere noi il futuro politico della Sicilia, e in ogni caso il governo interverrà. Ma per decidere come intervenire, dobbiamo sapere quale quadro istituzionale ci troveremo di fronte", spiega una fonte di governo. Ma tra le righe, si legge la preoccupazione per una campagna elettorale che rischierebbe di allentare ancora di più i cordoni della borsa regionale. Senza contare le preoccupazioni scatenate sui mercati internazionali dalla sola possibilità di un default siciliano, che ovviamente hanno spinto il premier a intervenire. Ma alla questione di merito si intreccia l'assetto politico in vista del voto: sia quello regionale che quello per le politiche del 2013. L'accusa che arriva da Fli è secca, e leggibile anche nella nota di Italo Bocchino che definisce "suggerita" la decisione di Monti. E suggerita, spiegano i finiani, da Pier Ferdinando Casini: "Con la candidatura di D'Alia a rischio, il Pd Crocetta che resta in campo, l'Idv che presenterà un suo nome, è chiaro che a loro e anche al Pd conviene rinviare il voto". Passando quindi per il commissariamento, che avrebbe il duplice vantaggio, riconoscono anche i centristi, di 'bollire' Lombardo e magari consegnare nel 2013 una Sicilia più facilmente governabile. Ma non solo: un test della portata del voto siciliano ad ottobre potrebbe influenzare anche il quadro nazionale, e soprattutto gli assetti con cui i partiti si presenteranno al voto nel 2013. Meglio aspettare, è il ragionamento di un esponente centrista, anche per 'proteggere' l'esecutivo Monti da eventuali contraccolpi. Che la partita si giochi tutta intorno al commissariamento e alla data del voto, lo conferma lo stesso Lombardo: "Al presidente Monti parlerò della scelta di dimettermi per consentire agli elettori l'esercizio al diritto democratico, di scegliere un nuovo governo, e un nuovo Parlamento, entro un tempo costituzionalmente previsto, nel corso del quale viene assicurata la piena funzionalità dell'esecutivo". Insomma, nessuno spazio per commissari governativi. Tanto più che martedì il governatore intende dimostrare al premier "la sostenibilità della finanza regionale".

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