martedì 21 febbraio | 20:16
pubblicato il 04/nov/2015 20:31

Sfogatoio Fi su piazza Lega. Berlusconi lascia "aperta la porta"

Salvini: assenti hanno sempre torto. Coordinamento su stabilità

Sfogatoio Fi su piazza Lega. Berlusconi lascia "aperta la porta"

Roma, 4 nov. (askanews) - Lo sfogatoio c'è stato, la decisione non ancora. Silvio Berlusconi torna a Roma e riunisce lo stato maggiore di Forza Italia per discutere di quella che sembra diventata una questione dirimente: la partecipazione o meno del Cavaliere alla manifestazione della Lega di domenica a Bologna.

Mezzo partito dice sì, l'altra metà dice no. L'ex premier un giorno dice sì, il giorno dopo dice no. Uno schema che ormai si ripete ciclicamente: basti pensare all'endorsement dato e poi ritirato alla candidatura di Alfio Marchini per il Campidoglio. O al balletto sulla presenza al congresso del Ppe a Madrid. Sintomatico dello stato di disorientamento che ormai sembra essere diventata la regola.

E' lo stesso ex premier a mettere sul piatto della bilancia pro e contro. "Se vado lì so che sbaraglio tutto, conquisto quella piazza", dice all'inizio. Poi, però, aggiunge: "Mi è passata la voglia, ma lasciamoci aperta questa porta. Deciderò in questi giorni".

A guidare la fazione dei contrari c'è Paolo Romani e con lui Altero Matteoli. La loro convinzione - ribadita anche oggi - è che questa sia una manifestazione "nata male", con l'idea di bloccare l'Italia e "non condivisibile neanche nelle modalità" visto che Berlusconi sarebbe "poco più di un comprimario". Il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, invece, avrebbe sottolineato in particolare la difficoltà del partito di avere una linea politica lineare. "Andare o meno domenica - avrebbe argomentato - sarebbe una scelta automatica se tutto fosse più chiaro". A fare pressing per una partecipazione del Cavaliere è invece Licia Ronzulli, tres d'union con la Lega di Matteo Salvini. Con lei anche alcuni coordinatori regionali, come il veneto Marco Marin.

Determinante potrebbe essere un incontro tra Berlusconi e Salvini. Non è chiaro se sia in agenda visto che proprio l'ex premier, davanti ai suoi dirigenti, avrebbe raccontato che il segretario del Carroccio, dopo aver saputo della sua titubanza, "ha deciso di farlo saltare". In queste ore, però, sono entrati in campo i mediatori. "Mi auguro ci sia anche Berlusconi", dice intanto il leader leghista, perché la manifestazione "è aperta a chi contesta questa sinistra che ne aiuta pochi e ne condanna molti, quindi mi auguro che ci sia perché gli assenti hanno sempre torto".

Propedeutica a un rasserenamento del clima, per esempio, potrebbe essere la nascita di un coordinamento parlamentare tra i gruppi di Forza Italia, Lega e Fdi per decidere gli emendamenti alla legge di stabilità. Un incontro dalla tempistica dovuta visto che le proposte di modifica vanno presentate entro sabato. Ma che viene considerata un segnale positivo anche dagli alleati.

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