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pubblicato il 27/nov/2014 18:55

Senza gruppo Pi a rischio maggioranza nelle commissioni

Posti in proporzione a gruppi, Quagliariello cita precedente Pera

Senza gruppo Pi a rischio maggioranza nelle commissioni

Roma, 27 nov. (askanews) - La fuoriuscita di Mario Mauro, Tito Di Maggio e Angela D'Onghia dal gruppo parlamentare Per l'Italia al Senato rischia di mettere in crisi la maggioranza del governo Renzi, quantomeno nelle commissioni. Senza i tre senatori passati al gruppo Gal, infatti, PI non potrà mantenere un suo gruppo autonomo, per il quale il regolamento richiede 10 membri, impossibile poi richiedere una deroga, come ha fatto Scelta civica, che ha appunto un gruppo autonomo composto di soli 7 senatori, perchè PI non era presente con una sua lista alle ultime elezioni.

Il presidente del Senato Pietro Grasso, nonostante le critiche e le sollecitazioni di Loredana De Petris, Misto, e Roberto Calderoli, della Lega, ha lasciato un pò di tempo ai senatori di Per l'Italia per decidere il da farsi. Se confluissero in un altro gruppo però, oltre a perdere le prerogative economiche e istituzionali di un gruppo parlamentare, i senatori di PI potrebbero anche perdere i loro posti nelle commissioni mettendo quindi a rischio lo stesso equilibrio della maggioranza.

Ad esempio, nella commissione Affari costituzionali composta di 29 membri, 15 di maggioranza e 14 di opposizione, racconta De Petris, si presentano in questi giorni sia i nuovi senatori di Gal che quelli di PI, evento, segnala la senatrice di Sel, innanzitutto fuori dal regolamento ma quando avverrà la riassegnazione dei posti in commissione, con un criterio che è proporzionale ai gruppi parlamentari ci potrebbe anche essere un posto in più per l'opposizione e quindi si passerebbe 15 a 14 per la 'minoranza'. Gaetano Quagliariello ricorda che esiste un precedente durante la presidenza del Senato di Marcello Pera grazie al quale si stabilì che a prescindere dalla composizione dei gruppi andasse garantita alla maggioranza di governo la maggioranza anche in commissione.

Ma in ogni caso l'ipotesi più sicura resta quella di tenere in vita il gruppo Per l'Italia, magari grazie allo spostamento di senatori provenienti da altri gruppi della maggioranza, come Ncd o Pd.

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