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pubblicato il 04/lug/2014 14:45

Senato/Ricerca: riforma enti, governo compia scelte coraggiose

(ASCA) - Roma, 4 lug 2014 - Varare un piano pluriennale di rifinanziamento pubblico in ricerca e sviluppo con l'obiettivo di passare dall'attuale 0,52% allo 0,7% nel 2020 (circa 3 miliardi di euro in 7 anni), definendo allo stesso tempo, nell'ambito del Documento di economia e finanza (DEF), gli indirizzi e le priorita' strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica ed il quadro delle risorse finanziarie complessive (quelle gia' attivate e da attivare), e assicurando il coordinamento con le altre politiche nazionali''. Indicare ''le azioni innovative volte alla realizzazione degli indirizzi e delle priorita' strategiche ed al raggiungimento degli obiettivi H2020 nel Piano nazionale della ricerca (PNR), anche avvalendosi per specifici interventi di particolare rilevanza strategica o di particolare urgenza di un apposito Fondo integrativo speciale per la ricerca''; rifinanziare il Fondo per la ricerca scientifica e tecnologica (FIRST), che contiene i programmi di interesse nazionale (PRIN) nonche' specifici interventi a sostegno dei giovani ricercatori; prevedere un unico Fondo ordinario per gli enti pubblici di ricerca (FOE), riassorbendo i finanziamenti a progetti specifici (come i Progetti bandiera ed i cosiddetti ''progetti premiali'', ed esclusi i progetti internazionali) all'interno delle assegnazioni ordinarie, con l'obbligo per gli enti di emanare bandi annuali di Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN interni) dedicando ad essi almeno il 2 % della quota parte del FOE loro assegnato, con valutazione esclusivamente ex-post da parte dell'ANVUR. ''Il riparto del FOE dovra' avvenire su base triennale e dovra' assicurare che, per ogni ente, la nuova ripartizione ordinaria al netto delle premialita' aggiuntive non sia inferiore a quella precedente''. Sono solo alcuni degli impegni che il governo e' chiamato ad assumere dallo schema di risoluzione sugli enti di ricerca presentato in settimana in commissione Istruzione del Senato dal relatore Fabrizio Bocchino (Misto-ILC). Impegni da lui stesso definiti ''coraggiosi'' sia dal punto di vista finanziario che delle prospettive di riforma. Nella proposta di risoluzione - molto articolata, in cui si da' conto anche degli elementi emersi dalle molte audizioni svolte durante l'esame dell'affare sugli enti di ricerca e che Bocchino auspica venga approvata la prossima settimana - si impegna poi l'esecutivo ad abolire ogni limite al turnover gia' dal prossimo anno introducendo la possibilita' per gli EPR di avvalersi di procedure di reclutamento basate sulla flessibilita' del numero e delle caratteristiche delle posizioni bandite a parita' di budget e contemporaneamente prevedendo dei meccanismi di valutazione dei neoassunti che rientrino nella valutazione complessiva e concorrano alla determinazione delle quote premiali; a sviluppare una cornice comune per i ricercatori ed i tecnologi degli EPR; a prevedere un piano straordinario di assunzioni che faccia scendere il precariato dall'attuale 50% al 20%. Secondo la risoluzione la governance del sistema della ricerca deve essere ricondotta alla Presidenza del Consiglio e si deve realizzare attraverso tre livelli: la definizione delle politiche della ricerca e dei relativi stanziamenti, tramite la costituzione di un Comitato interministeriale della ricerca (CIR), presieduto dal Presidente del Consiglio, che sviluppa gli atti di indirizzo e le priorita' strategiche; la gestione degli strumenti di finanziamento, tramite l'Agenzia nazionale della ricerca (ANR) con compiti di gestione centralizzata di tutti i finanziamenti dedicati alla ricerca, elaborazione bandi, assegnazione, supporto alla pianificazione e realizzazione di domande di accesso ai fondi europei, valutazione dei progetti di ricerca con referee esterni e study sessions, adottando meccanismi e schemi di organizzazione e valutazione simili a quelli dell'European Research Council (ERC); i soggetti attuatori delle politiche di ricerca, cioe' il sistema unitario degli EPR, delle universita', dei consorzi, delle imprese e degli altri soggetti attuatori, che, in piena autonomia responsabile, implementano le linee programmatiche e gli obiettivi generali delineati dal CIR e declinati nel PNR. Quanto al Miur, va trasformato in Ministero dell'istruzione ed alta formazione (MIAF) e le sue attuali competenze nella ricerca (cosi' come quelle degli altri ministeri) dovranno essere trasferite alla Presidenza del Consiglio. Chiesti anche all'esecutivo interventi urgenti su questioni specifiche, come l'eliminazione della dicotomia del personale dell'Istituto nazionale di Astrofisica, ''che vede il personale di questo ente diviso fra ricercatori provenienti da ex-Osservatori astronomici aventi lo status giuridico dei ricercatori e professori universitari, e ricercatori provenienti da ex-Istituti CNR ad indirizzo astronomico con CCNL degli EPR''; ampliare subito l'arco temporale massimo di durata degli assegni di ricerca da 4 ad almeno 6 anni; porre fine entro il 31 dicembre prossimo al commissariamento dell'Enea e nominare tutti gli organi; riconoscere la diversa natura degli enti che sono impropriamente riconosciuti come EPR, ''in particolare l'Agenzia spaziale italiana ed il Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, ed a prevedere l'adozione di misure di governance, vigilanza, finanziamento e valutazione piu' appropriate e rispondenti alle rispettive missioni''.

lcp/

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