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pubblicato il 25/mar/2015 21:13

Senato vota mercoledì ddl anti-corruzione, Grasso: finalmente

Ncd: siamo a traguardo. Pd: grazie a noi. M5S: meglio lavorare we

Senato vota mercoledì ddl anti-corruzione, Grasso: finalmente

Roma, 25 mar. (askanews) - Fermo al Senato da due anni il ddl anti-corruzione proposto dall'allora senatore del Pd Pietro Grasso giunge mercoledì prossimo al voto dell'aula di Palazzo Madama. Non si chiude, dunque, entro questa settimana ma la maggioranza, insieme a Forza Italia, respinge al mittente qualsiasi sospetto di ulteriori perdite di tempo in una giornata in cui è lo stesso presidente del Senato a stigmatizzare nuovamente i "tanti, troppi rinvii" del provvedimento. Ma "finalmente ora in aula", commenta. Si lavorerà, dunque, domani mattina, martedì e infine mercoledì, con dichiarazioni di voto previste per le 18.

"Altro che rinvii, sul ddl anti-corruzione arriviamo a un traguardo con una data certa - spiega il capogruppo di Area popolare al Senato Renato Schifani - ci siamo impegnati per una lotta senza se e senza ma a questo fenomeno". La battaglia sulla corruzione invocata dal segretario del Nuovo centrodestra Angelino Alfano? Dopo le parole del ministro della Giustizia Andrea Orlando ("Il relatore è dell'Ncd, il testo è concordato con l'Ncd...non vedo con chi dovrebbero dare battaglia. Credo che tutti insieme battaglia dovremmo darla alla corruzione"), Schifani ribadisce che la "battaglia è perchè si approvi un buon testo".

Se poi Grasso, interpellato dai giornalisti a un convegno, confida di sperare che si chiuda entro la settimana - cosa fra l'altro caldeggiata dal Movimento cinque stelle che avrebbe voluto far lavorare i senatori anche sabato e domenica per "licenziare il ddl la domenica delle Palme..." - la maggioranza, con Forza Italia, sottolinea che "sono stati rispettati i tempi previsti" visto che fino a ieri il Senato si è occupato del decreto sulle banche popolari in scadenza oggi. E meno male, chiosa Luigi Zanda, capogruppo del Pd, che "noi abbiamo preteso che il ddl andasse in aula la settimana scorsa, sennò a quest'ora dovevamo ancora iniziare".

Il provvedimento potrebbe raccogliere anche i voti della Lega ("non facciamo ostruzionismo ma emendamenti per migliorare il testo" sentenzia Erika Stefani) mentre il Movimento cinque stelle, anche grazie all'inserimento della norma sul falso in bilancio, sta valutando il da farsi. Forza Italia, bocciate le due pregiudiziali di costituzionalità presentate al provvedimento, non risparmia critiche al premier ma come questo si tradurrà al momento del voto non è ancora chiaro. In aula il senatore Lucio Malan ricorda comunque che "lasciare credere che oggi non ci sia una legge anti corruzione è una menzogna assoluta perchè ne è stata approvata una a fine 2012. Tutti i giorni dobbiamo fare una legge? E basta un semplice aumento delle pene? Non c'entra niente il fatto di voler dare un segnale perchè chi fa le leggi deve fare delle buone leggi, non dare dei segnali altrimenti avremo gli stessi risultati delle grida manzoniane...".

Nel corpus dei 226 emendamenti c'è spazio anche per una proposta sui generis del senatore di Gal Lucio Barani, membro della commissione Giustizia. Chiunque compia reati di corruzione - è la richiesta di Barani - sia punito "con la fucilazione" nella pubblica piazza ma in modo da non provocarne la morte, o comunque sia esposto al pubblico ludibrio per almeno 18 ore "a prescindere dalle condizioni atmosferiche". A non trovare nulla di ironico nelle parole di Barani è la senatrice, ex Movimento cinque stelle, Laura Bisignani che commenta: "Non c'è mai fine al peggio. Mi chiedo quando sarà la volta buona per ridare dignità alle nostre istituzioni". Mentre il collega Nicola Morra cita il Papa: la corruzione "spuzza", dice e in aula si tura naso con una grande molletta.

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