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pubblicato il 15/mag/2014 18:27

Senato: Grasso, Quintino Sella tra spread e spending review

Senato: Grasso, Quintino Sella tra spread e spending review

(ASCA) - Roma, 15 mag 2014 - Quintino Sella ''l'eroe che impersono' la lotta per il pareggio'' del bilancio e' occasione per il presidente del Senato, Pietro Grasso di leggere la storia del nostro Paese per guardare al nostro presente. Lo spunto e' offerto dalla presentazione del libro di Fernanda Salsano ''Quintino Sella ministro delle Finanze.

Le politiche per lo sviluppo e i costi dell'unita' d'Italia'' presentato oggi a Palazzo Giustiniani.

Ricordano che per Sella ''il tributo alla patria e' qualche cosa di sacro, tanto come il sangue che si sparge per essa'' Grasso rimarca come ''quando per la terza volta torno' alla guida del ministero delle Finanze, l'Italia era uscita dalla terza guerra d'indipendenza e il default era alle porte. Occorreva recuperare la fiducia dei mercati, gia' allora sufficientemente aperti e internazionalizzati: Salsano ricorda che vi era una differenza di rendimento - lo spread entrato ormai nel nostro linguaggio quotidiano - di 600 punti base tra i titoli del debito pubblico italiano e quelli inglesi, allora il riferimento. Sella pose cosi' l'obiettivo del pareggio del bilancio quale strumento per il risanamento, lo sviluppo economico e l'esistenza stessa del Paese''. Ma la sua, prosegue il presidente del Senato ''non fu una politica di cieco rigore. Fu costantemente attento al tema dell'equita', anticipando quel concetto della capacita' contributiva che pone oggi l'art. 53 della Costituzione repubblicana, e sposto' cosi' il carico tributario dai ceti produttivi alle rendite. Con fermezza e determinazione condusse poi una revisione della spesa - oggi la chiameremmo spending review: una serie di interventi volti a conseguire la riduzione di tutte le spese improduttive. Non gia' tagli ciechi, ma interventi strettamente funzionali all'obiettivo di razionalizzare la struttura dell'amministrazione: abolizione di alcune prefetture, istituzione di un'unica Corte di Cassazione, riduzione degli uffici giudiziari''. La sua attenzione di ''keynesiano ante litteram'', continua Grasso ''si soffermo' sulle spese produttive e sugli investimenti pubblici. Pur dovendo affrontare una situazione di emergenza ebbe la lucidita' strategica di dare impulso ai fattori di sviluppo del Paese: il sistema infrastrutturale, l'industria, l'educazione e la cultura scientifica''. Sella insomma fu, questa la conclusione della seconda carica dello Stato, ''un uomo che seppe guardare al futuro di lungo periodo con una tensione etica che oggi troppo spesso manca alla politica''.

njb/mau

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