giovedì 08 dicembre | 11:14
pubblicato il 22/mag/2013 17:07

Senato: assemblea accoglie richiesta dimissioni Ignazio Marino (1upd)

+++ A Marino subentra Enrico Buemi, primo dei non eletti Pd in Piemonte +++.

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(ASCA) - Roma, 22 mag - L'assemblea del Senato ha accolto la richiesta di dimissioni del senatore del Pd, Ignazio Marino, in corsa per la corsa a sindaco di Roma. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, si e' conclusa con 179 voti a favore, 67 contrari, 10 astenuti.

A Ignazio Marino, ha quindi annunciato in Aula il presidetne di turno, Roberto Calderoli, subentrera' Enrico Buemi, il primo dei non eletti nelle fila del Pd in Piemonte.

In sede di discussione si sono dichiarati favorevoli alle dimissioni il capogruppo del Pd, Lugi Zanda, che ha sottolineato ''il gesto politico di grande importanza e rilevanza'' da parte di Marino per aver presentato le dimissioni prima dell'esito del voto per la poltrona di sindaco di Roma, ''un episodio unico''. Voto favorevole anche da parte dei grillini, annunciato proprio dalla senatrice M5S, Giovanna Mangili, la cui richiesta di dimissioni, presentate subito dopo l'elezione al Senato e' stata oggetto di vivaci polemiche e respinta gia' due volte dall'assemblea.

''Voteremo a favore perche' e' la volonta' espressa dal senatore Marino e perche' pensiamo che le istituzioni si rispettino con la verita' e non con la prassi''.

Scelta civica ha invece lasciato liberta' di coscienza nel voto, anche se il capogruppo, Gianluca Susta non ha mancato di osservare che ''Marino ha fatto delle sue dimissioni un oggetto di campagna elettorale e noi avremmo preferito che fosse venuto qui in Senato a spiegare i suoi motivi.

Consideriamo questo comportamento poco rispettoso''. Pier Ferdinando Casini ha spiegato che il suo personale orientamento e' quello di rispettare la prassi che vuole respinte al primo voto le richieste di dimissioni, precisando di non aver alcun problema a sostenerle in un eventuale secondo voto. ''Si tratta di rispettare una tradizione che considero giusta. Del resto l'elezione a sindaco di Roma e' senz'altro importante, ma non abbastanza importante rispetto al mandato parlamentare''.

Anche il presiente dei senatori Pdl, Renato Schifani ha infine autorizzato i colleghi del suo gruppo a votare ''secondo coscienza e alla luce di quelle che saranno le singole valutazioni''.

njb njb

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