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pubblicato il 16/gen/2014 13:01

Semplificazione: Delrio, e' l'altra faccia della spending review

(ASCA) - Roma, 16 gen 2014 - ''La semplificazione e' l'altra faccia della medaglia della spending review''. Audizione del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio questa mattina alla Commissione bicamerale per la Semplificazione presieduta da Bruno Tabacci su ''snodi della semplificazione tra Stato, Regioni e Comuni''.

Tra i temi toccati dal Ministro, il funzionamento del sistema delle Conferenze Stato ed enti locali e autonomie anche in relazione alla revisione del Titolo V e il disegno di legge su Citta' metropolitane, Province e Unioni e Fusioni dei Comuni in esame al Senato. ''E' esperienza comune che accanto allo sforzo per la semplificazione in Italia e' altrettanto presente una spinta alla complicazione'' ha affermato il Ministro Delrio che ha aggiunto ''la semplificazione e' l'altra faccia della medaglia della spending review''. Relativamente ai temi di competenza il Ministro ha sottolineato la necessita' della riforma del sistema dei raccordi tra Stato, regioni ed enti territoriali costituito dalle Conferenze. ''E' innegabile che sarebbe sempre piu' necessaria e urgente una riforma complessiva del sistema delle Conferenze - ha affermato - sia con l'intento di recuperarne e potenziarne il ruolo originario sia con l'obiettivo di fare di questi collegi anche la sede di una effettiva semplificazione delle procedure di codecisione e compartecipazione. Occorre una inversione di marcia rispetto agli anni passati, che faccia delle Conferenze la sede della reciproca informazione e del coordinamento tra i diversi livelli di governo e le loro responsabilita' verso i cittadini, non il luogo della contrattazione e della concertazione permanente. Occorrerebbe una attenta azione riformatrice, da compiere non ''contro' ma ''con' Regioni e comuni, chiamando tutti a una riflessione collettiva sulla crescente insopportabilita' per la spesa pubblica e per la necessaria rapidita' decisionale di un sistema basato invece sulla condivisione e contrattazione permanente''.

Il ministro si e' anche espresso sulla riforma della ripartizione delle competenze tra Stato, regioni e autonomie locali che rappresenta il cuore di ogni riforma relativa al Titolo V: ''E' necessario rovesciare completamente il modello attuale''. ''Oggi, infatti - ha continuato - , attraverso la tecnica degli elenchi di funzioni, spesso contenti anche evidenti sovrapposizioni, il permanere dei principi fondamentali della legislazione statale e la trasversalita' di alcune materie di competenza esclusiva, si e' determinato un intreccio spesso inestricabile di competenze e di funzioni. E lo stesso e' avvenuto per quanto riguarda la ripartizione dei compiti amministrativi tra i livelli di governo. Invece il modello che attraverso la riforma del Titolo V va costruito deve mantenere necessariamente una forte flessibilita'''. ''Nulla vi e' di piu' antistorico che fissare elenchi di materie per modificare le quali occorra poi o la revisione costituzionale o arditi interventi della Corte, sempre e comunque di limitata effettiva possibile portata - ha continuato - . Allo stesso tempo occorre anche creare un sistema fondato sul principio di responsabilita' e di chiarezza su chi deve fare che cosa e con quali risorse.

Occorre ripensare dal profondo il Titolo V attuale, accompagnando la sua revisione anche con una semplificazione incisiva del nostro sistema di finanza pubblica e di ripartizione delle competenze e di funzionamento delle amministrazioni''. Delrio ha infine illustrato, nel contesto della semplificazione, i benefici del disegno di legge 1212 relativo alla istituzione delle citta' metropolitane, province e unioni di comuni attualmente all'esame del Senato.

''Un disegno molto innovativo che ha tre aspetti rilevanti anche per i temi affrontati in questa sede - ha detto Delrio - . Il primo attiene agli organi di governo delle citta' metropolitane, delle province e anche delle Unioni di comuni.

In tutti e tre i casi, infatti, gli organi sono composti di sindaci eletti da altri sindaci e la cui carica in questi enti cessa al cessare della carica di sindaco. Incarichi senza alcun compenso o altra forma di indennita'. Si disegna cosi' un modello di sistema di governo locale articolato su due livelli del quale solo il primo livello, quello dei comuni, e' composto di organi eletti direttamente dai cittadini mentre il secondo livello e' sempre composto di ''eletti da eletti''. Una ''semplificazione'' di grande portata per il sistema politico, destinata a completarsi poi a livello costituzionale con la riforma del Senato in Camera delle regioni e delle autonomie locali''.

Il secondo aspetto importante ''e' il ruolo degli enti di area vasta. Da enti di governo territoriale con funzioni proprie assumono un ruolo di coordinamento, di razionalizzazione e di supporto delle funzioni dei comuni''.

''Il terzo aspetto riguarda i costi e i prevedibili risparmi: in un sistema di governo locale strettamente ''integrato'' si possono prevedere forme efficienti di semplificazione amministrativa, di migliore utilizzazione degli apparati organizzativi e delle risorse strumentali e umane, e in ultima analisi di riduzione dei costi. Insomma siamo in presenza di una riforma che e' di per se' semplificante. Una sorta di ''megasemplificazione' di strutture, funzioni, attivita' di supporto''.

rus

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