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pubblicato il 17/lug/2014 18:06

Scuola: rapporto LUISS, ricostruire ponte tra istruzione e lavoro

(ASCA) - Roma, 17 lug 2014 - Calo della disoccupazione giovanile tra i 4 e i 5 punti percentuali e aumento del reddito pro-capite tra i 1.500 e i 2.500 euro: sarebbero questi, in numeri, gli effetti di lungo periodo dell'intervento sulla scuola indicato nell'ottava edizione del rapporto ''Generare classe dirigente'', curato dalla LUISS Guido Carli e Fondirigenti. Il costo? 2-3 miliardi di euro, equivalente allo 0,1-0,2% del Pil. Una proposta di intervento basata su tre principi cardine: l'autonomia degli istituti scolastici; l'accountability, ovvero la trasparenza dei risultati dell'apprendimento combinata alla responsabilita' sugli stessi; il confronto e la competizione da coltivare, in diverse forme, tra gli istituti scolastici.

Quest'anno il rapporto ''Generare classe dirigente'' affronta il delicato, fondamentale passaggio tra istruzione e vita lavorativa dei giovani, delineando un quadro ad alta definizione. Piuttosto che un'analisi sulla classe dirigente, LUISS e Fondirigenti hanno scelto stavolta di produrre un'analisi da classe dirigente. Che indica la strada da percorrere a partire dai dati che illustrano quali siano davvero le aree critiche su cui lavorare: l'inadeguatezza dell'apprendimento ''rimandato'', con i debiti formativi (oggi ''carenze'') che non hanno dato i risultati sperati, con il 17,4% degli studenti che non ha interamente recuperato i propri; la motivazione, e non solo la valutazione, degli studenti, l'84,9% dei quali afferma che i loro risultati migliorano quando sono ben motivati; l'efficacia dei processi di ''giunzione'' tra la formazione e il lavoro (il 60,9% dei docenti e' molto o abbastanza preoccupato per il passaggio alla vita lavorativa degli studenti). Ancora, l'importanza della costruzione delle competenze trasversali, che le aziende cercano e non sempre trovano o il livello di istruzione della nostra classe dirigente, piu' basso, in media, di quello degli altri paesi europei (solo il 39,5% dei dirigenti italiani tra i 30 e i 65 anni e' laureato).

Proprio quest'ultimo e' un aspetto di un altro tema cardine affrontato dal rapporto: la qualita' della classe dirigente. La capacita' dell'educazione e della formazione di agire da antidoto contro la criminalita', le infiltrazioni mafiose, la corruzione e' una risorsa preziosa per il nostro Paese, ed e' proprio per tale ragione che e' stato invitato a partecipare all'incontro il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone con un intervento sulla responsabilita' che la classe dirigente e' chiamata ad assumersi nell'opera di contrasto alla criminalita' organizzata. In particolare Pignatone ha posto l'accento sull'importanza che educazione e formazione hanno nella promozione della cultura della legalita', fra i giovani, come contrasto ai fenomeni mafiosi.

red-gbt

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