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pubblicato il 17/set/2013 15:16

Scuola: Pd, investimento decisivo per futuro. Festa Democratica a Pisa

(ASCA) - Roma, 17 set - Dal 20 al 29 settembre Pisa ospitera' la Festa Democratica nazionale Scuola e Universita'. Il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, il ministro dell'Istruzione Universita' e Ricerca Maria Chiara Carrozza, quelli dell'Integrazione Cecile Kyenge e dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, il coordinatore di Agenda Digitale Francesco Caio, il presidente della VII Commissione Cultura e Istruzione del Senato Andrea Marcucci, la vice presidente della VII Commissione della Camera Manuela Ghizzoni, il segretario generale della Crui Stefano Paleari, il direttore della Normale di Pisa Fabio Beltram, i rettori delle Universita' di Pisa, Massimo Augello, e di Torino, Gianmaria Ajani, insieme ai sindaci Fassino e Filippeschi sono solo alcuni degli ospiti della Festa. Insieme a numerosi parlamentari del Pd, guidati dalle capogruppo alla Camera e al Senato, Maria Coscia e Francesca Puglisi, i responsabili nazionali di sindacati e associazioni del mondo della scuola, nei dieci giorni di festa affronteranno temi che andranno dalla scuola dell'infanzia alle eccellenze della ricerca, dall'edilizia scolastica alla lotta alla dispersione, dal rapporto tra didattica e tecnologia al valore del capitale umano.

Oltre ai dibattiti, ai momenti di spettacolo, alla ristorazione e alla libreria, sono in programma tre 'lezioni di scuola' con Massimo Livi Bacci, Marco Santagata e, a chiudere la festa, lo scrittore Gianrico Carofiglio.

''Da diversi anni l'inizio delle attivita' scolastiche era legata a un incubo - commenta il deputato Marco Meloni, responsabile Istruzione, Universita' e Ricerca del PD - legato ai continui tagli al sistema dell'istruzione: strutture sempre piu' carenti, troppi docenti in condizione di precarieta' o comunque considerati un peso e non l'elemento centrale della scuola italiana. Alla base, l'idea che l'istruzione fosse un costo per il Paese. Negli stessi anni in cui governi conservatori come Francia e Germania investivano oltre 10 miliardi di euro in Istruzione proprio per superare la crisi, l'Italia di Berlusconi tagliava la stessa cifra a scuola e universita'. Tremonti sosteneva che con la cultura non si mangia, Berlusconi si chiedeva a cosa servissero i laureati. Quest'anno, grazie al presidente Letta e al ministro Carrozza, c'e' stata un'inversione di rotta: non sono - ne' potrebbero esserlo - interventi risolutivi, ma e' cambiata l'idea che il governo ha della scuola e dell'universita': non un costo, ma un investimento decisivo per il futuro. La scuola e' specchio del Paese: senza istruzione non c'e' mobilita' sociale, e oggi un ragazzo che viene da una famiglia povera, ha infinitamente meno possibilita' di completare gli studi - e quindi meno liberta' - di un suo coetaneo benestante. Vogliamo affermare un principio elementare, ma troppo spesso messo in discussione: l'istruzione - continua - non e' un servizio che si vende o che si compra, e' un diritto di tutti che deve essere finanziato dalla fiscalita' generale, per far si' che merito ed equita' non siano parole vuote, ma fondamento della nostra democrazia''.

com/vlm

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