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pubblicato il 06/mar/2013 16:45

Scuola: Ocse, buono Piano digitalizzazione ma lento e poche risorse

Scuola: Ocse, buono Piano digitalizzazione ma lento e poche risorse

(ASCA)- Roma, 6 mar - Il prossimo anno scolastico le scuole italiane saranno dotate di 4.200 Lavagne Multimediali (Lim) e 3000 classi 2.0, altamente equipaggiate e connesse.

Nononstante questo tipo di sforzo da parte del ministero dell'Istruzione (Miur) restano, pero', diverse le criticita' del 'Piano Nazionale Scuola Digitale', lanciato nel 2007, cosi' come descritte da un rapporto redatto dall'Ocse e presentanto oggi a Roma alla presenza del ministro, Francesco Profumo. Su commissione dello stesso Miur, infatti, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha analizzato la strategia italiana di digitalizzazione scolastica e, se non mancano diversi ''punti di forza'', un dato su tutti evidenzia il lungo lavoro ancora da compiere: ai ritmi attuali, in Italia ''sarebbero necessari altri 15 anni per raggiungere i livelli di diffusione delle tecnologie digitali registrati, ad esempio, in Gran Bretagna, dove l'80% delle classi puo' contare su strumenti didattici informatici e digitali'' a fronte dell'appena 14% italiano, come evidenzia l'Ocse.

Secondo i dati dello stesso Miur - aggiornati al 31 agosto 2012 ed elaborati su un campione pari all'85% scuole di ogni ordine e grado - le Lim attualmente installate sono 69.813, per una copertura del 21,6% delle aule scolastiche, mentre sono attive 416 classi 2.0 ed appena 14 scuole dello stesso tipo: a seguito degli interventi annunciati, l'anno prossimo questi dati dovrebbero portarsi a 74.013 Lim installate (23% delle aule coperte), a 3000 classi 2.0 e 30 scuole.

Ancora ''troppo poco'' per l'Ocse, dal cui rapporto - presentato dai relatori, Francesco Avvisati e Ste'phan Vincent-Lancrin - emerge un forte limite alle apprezzabili ambizioni del Piano italiano: il budget di 30 milioni euro l'anno, pari allo 0,31% del budget scuola del Miur ed equivalente ad un investimento di appena cinque euro a studente. L'Italia si trova, cosi', con una media di 6 Pc per ogni 100 studenti, invariata rispetto al 2006, laddove quella Ue e' di 16 a 100 a fronte dei 10 a 100 di sei anni prima.

Ancora, nel 2012 le scuole italiane altamente digitalizzate nel 2012 erano il 6% del totale contro il 37% in Ue. Ringraziando l'Ocse per il lavoro compiuto, il ministro Profumo ha replicato con la proposta di ''un patto sociale tra scuole e famiglie'' finalizzato ad ''usare al meglio le poche risorse, con piu' intelligenza ed ingegneria'' poiche' ''e' ormai un'utopia pensare che la scuola possa fornire tutto'', ha indicato Profumo. A sostegno della sua tesi, il ministro ha citato il recente successo delle iscrizioni on-line che ha mostrato ''come almeno il 70% delle famiglie italiane fosse in possesso dello strumento digitale'' necessario alla procedura. Insomma, se i genitori provvedono al tablet e lo stato a garantire le infrastrutture per la connessione veloce si puo' arrivare, secondo Profumo, ad un modello efficiente di digitalizzazione scolastica ''capace di far risprimiare alle famiglie circa il 30% delle spese annuali per i libri di testo, ad esempio, stimate attualmente intorno ai 300 euro'' ha calcolato il ministro dell'Istruzione. com-Stt/rus

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