martedì 28 febbraio | 03:18
pubblicato il 08/gen/2014 18:15

Scuola: Governo, insegnanti non dovranno restituire i 150 euro

Scuola: Governo, insegnanti non dovranno restituire i 150 euro

(ASCA) - Roma, 8 gen - Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti. Lo si e' deciso nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Per lo stesso Saccomanni ''c'e' stato un problema di comunicazione: Il ministero dell'Economia e delle Finanze e' solo esecutore. Aspettavamo istruzioni che non ci sono pervenute'' dalle strutture competenti. ''Tra Natale e Capodanno sono stati presi questi provvedimenti per inerzia amministrativa senza comunicare ai ministri competenti che cosa stava avvenendo''. E' la lettura del ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ''Adesso - ha aggiunto il ministro - ci sono alcune cose da fare. Dobbiamo tecnicamente risolvere questo problema del prelievo degli stipendi, considerato che nel 2012 sono ancora a credito quelli che devono ricevere gli scatti di anzianita'; e poi affrontare il tema del governo della scuola ad un livello normativo e di gestione: non e' pensabile che da una parte si decidono le cose, dall'altra come e quando si pagano gli stipendi''. Nell'analisi di Carrozza ''il collegamento tra indirizzo politico e atto amministrativo si perde in una serie di organi di controllo e di gestione ed e' per questo che serve la riforma dello Stato, non solo per avere maggiore celerita' nelle decisioni, ma anche per sapere chi e' il responsabile direttamente di queste decisioni''. Al fine di accertare le eventuali responsanbilita' del 'pasticcio scatti' ''faremo un'analisi interna e posso garantire - ha affermato la titolare del Miur - che rivedremo il processo decisionale e cercheremo di capire dove e' che la comunicazione e' saltata o dove non si e' compreso che prendere una decisione su 80mila persone tra Natale e Capodanno doveva prevedere una comunicazione ai ministri. Si fara' un'analisi di chi ha sbagliato e vedremo. Non e' questione di pagare, ma di organizzare le cose in maniera queste cose non avvengano piu'''. Infine, Carrozza non ritiene che il collega all'Economia, debba dimettersi. ''Io non condivido questa impostazione''. ''Saccomanni - ha detto - e' al lavoro, non ha preso un minuto di vacanza, ha da affrontare questi temi che sono il risultato di stratificazioni, indecisioni e imprecisioni dovute anche a chi ha fatto cassa o voluto far cassa sulla scuola''. Per Carrozza, dunque ''non serve a nulla chiedere le dimissioni di un ministro se poi non si presenta un programma chiaro di come si vogliono risolvere le difficolta'. Se viene qualcun altro si trova nella stessa situazione. Bisogna aprire un dibattito serio, perche' tutti parlano di riforme e meritocrazia purche' non sia in casa propria''. int

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