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pubblicato il 16/set/2013 10:41

Scuola: Gilda, insegnamento non si misura con test Invalsi

(ASCA) - Roma, 16 set - ''E' sbagliato e ingiusto gettare la croce solo sulle spalle dei docenti se il rendimento degli alunni ai test Invalsi e' scarso, perche' bisogna tenere conto anche di altri fattori, tra cui il contesto socio-ambientale in cui sono inserite alcune scuole''. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, difende la professionalita' dei docenti e critica senza mezzi termini l'articolo del decreto scuola che prevede un programma di formazione obbligatoria per gli insegnanti nei casi, presenti soprattutto al Sud, di risultati negativi conseguiti dagli studenti alle prove Invalsi. ''Percorreremo tutte le strade possibili - annuncia Di Meglio - affinche' questo ingiusto articolo venga emendato in sede di conversione in legge del decreto''. La contestazione della Gilda riguarda sia l'aspetto politico che quello culturale. ''L'aggiornamento dei docenti non puo' essere trasformato in un obbligo attraverso un decreto e scavalcando il contratto di lavoro. E poi - incalza il coordinatore nazionale - quali competenze ha l'Invalsi per poter valutare gli insegnanti? Non ci risulta che tra le sue fila annoveri grandi luminari di pedagogia in grado di decidere cosa e come si debba insegnare. Si vuole trasformare questo ente privato in una specie di grande maestro?. Non siamo mai stati contrari a un serio e condiviso sistema di valutazione a livello nazionale - precisa la Gilda - ma non possiamo accettare che un soggetto esterno alle scuole e agli insegnanti come Invalsi rivesta un ruolo cosi' preponderante.

I test possono servire, in tutt'altro contesto, ai docenti e agli studenti per capire e aiutare a migliorare la qualita' dell'offerta formativa ma - sottolinea Di Meglio - non possono essere il metro oggettivo dell'efficacia dell'insegnamento''. Da qui, dunque, la richiesta al ministero dell'Istruzione di abolire le prove Invalsi e di modificare profondamente il regolamento sul sistema nazionale di valutazione. Invitiamo i docenti - conclude la Gilda - a non inserire nei Pof le prove Invalsi, chiedendo che correzioni e tabulazioni vengano effettuati dall'Istituto a proprio carico e senza sfruttare i docenti''.

com/rus

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