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pubblicato il 17/nov/2011 05:10

Scuola/ Cortei e iniziative in 60 città, 'ora investimenti'

E' l'International Students' Day, "discontinuità col passato"

Scuola/ Cortei e iniziative in 60 città, 'ora investimenti'

Roma, 17 nov. (askanews) - Si celebra oggi l'International Students' Day e in Italia in più di 60 città - da Bolzano a Palermo, passando per Torino, Padova, Bologna, Ancona, Roma, Napoli, Cagliari - gli studenti italiani scendono in piazza per chiedere "il diritto allo studio ed il libero accesso ai saperi". "Se da una parte come studenti gioiamo della fine del governo Berlusconi e dei disastri del ministro Gelmini, non vogliamo abbassare la guardia ma anzi, nell'apprendere il nome del nuovo ministro all'Istruzione Francesco Profumo, indicare a lui e al governo quali secondo noi siamo le priorità per far ripartire Istruzione e il generale il nostro Paese", dicono in una nota Rete degli Studenti e Unione degli Universitari. "Per questo saremo in piazza: per denunciare ancora una volta la drammatica situazione in cui versa l'istruzione e la condizione giovanile nel nostro Paese e per delineare quello che secondo noi deve essere il percorso di rilancio di un'intera generazione e di tutto il Paese". E ancora, "per tutta la rabbia di una generazione a cui è stato distrutto il presente e a cui è stata negata ogni prospettiva di futuro, ma vogliamo anche ripartire dalle proposte per cambiare la scuola, l'università e quindi anche questo Paese. Chiediamo prima di tutto - continuano le associazioni - di investire sull'istruzione, chiudere definitivamente l'era dei tagli indiscriminati e trasversali, che hanno distrutto le scuole e le università in questi anni, rimettere al centro il ruolo dei saper per costruire veramente una società basata sulla conoscenza". "Chiediamo un grande messaggio di discontinuità verso il passato, vogliamo essere presi in considerazione, chiediamo che si riparta da una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, da ripristinare e aumentare i fondi per le borse di studio, dall'eliminazione del numero chiuso, dall'abbattimento dei costi esorbitanti della scuola pubblica, da un piano nazionale sull'edilizia scolastica che - concludono Rete degli Studenti e Udu - non permetta mai più che uno studente muoia sotto le macerie di una scuola".

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