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pubblicato il 07/lug/2011 21:08

Scontro Berlusconi-Tremonti diventa pubblico, ministro nel mirino

La lunga giornata di Giulio tra manovra, salva-Fininvest e P4

Scontro Berlusconi-Tremonti diventa pubblico, ministro nel mirino

Roma, 7 lug. (askanews) - C'è un fuorionda e ci sono i racconti che trapelano dal Consiglio dei ministri. Ci sono le frasi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e c'è la nuova svolta dell'inchiesta P4. Scene di una maggioranza in cui le contraddizioni non vengono più nascoste e anzi diventano evidenti come non accadeva dai tempi della rottura con Gianfranco Fini. Fotogrammi di una giornata che, almeno oggi, hanno un filo comune: Giulio Tremonti. Il video che mostra il ministro dell'Economia che dà del "cretino" a Renato Brunetta durante la conferenza stampa di presentazione della manovra, si conquista l'apertura del sito di Repubblica.it prima che cominci il Consiglio dei ministri, mentre già i nervi sono tesi e in una concitata riunione si cerca una difficile intesa sul rifinanziamento delle missioni. La stessa intesa su cui, peraltro, poco più tardi è piombato il gelo del Quirinale. E' lo stesso ministro della Pubblica amministrazione - viene riferito - ad aprire pubblicamente le danze delle recriminazioni. "Io - avrebbe detto Brunetta - non ci sto a passare da cretino. Tu la devi smettere di trattarci così". Il primo di una serie di interventi sullo stesso tono. Come se il fuorionda avesse autorizzato i ministri a dare la stura anche a quei pochi malumori verso il ministro che finora erano rimasti (mal)celati. E' Tremonti - raccontano - a stoppare a un certo punto le critiche spiegando di non aver intenzione di replicare e cercando di minimizzare l'episodio. E la questione sarà pure finita con le scuse di Giulio a Renato, come riferisce quest'ultimo, ma pochi ministri sono usciti dalla riunione con la sensazione di 'pace e amore'. Berlusconi - riferiscono - si è ben guardato dall'intervenire. I rapporti con il titolare di via XX settembre sono al minimo storico. Ma se in Consiglio dei ministri tace, alla presentazione del libro di Domenico Scilipoti il premier parla e questa volta non lo fa certo per dire che va tutto bene o per mettere una foglia di fico sulle tensioni con il ministro. Anzi, Berlusconi dà la sua versione del giallo del comma 23 inserito e poi ritirato dalla manovra, quella norma cosiddetta salva-Finivest di cui tutti hanno rinnegato la paternità e sulla quale ieri lo stesso Tremonti rimandava a chiarimenti di palazzo Chigi. Quello che il Cavaliere dice è che quella norma non solo non l'ha scritta lui ma anche che tutti ne erano a conoscenza. E lo sapeva di certo - spiega il premier - il ministro dell'Economia che "non ha ritenuto di portarla al voto, essendo sicuro che tutti i componenti della coalizione fossero d'accordo". Così come - afferma sempre il Cavaliere - ne era a conoscenza Calderoli al punto di aver sostenuto che lui l'avrebbe scritta molto meglio. Il ministro della Semplificazione nega, ma soprattutto è Umberto Bossi a negare che Tremonti sapesse. Insomma, il gioco dello scaricabarile continua e non fa altro che appesantire una situazione che, nella maggioranza, al di là delle professioni di coesione del premier, appare sempre più in bilico. Ma nella giornata del ministro dell'Economia pesano anche le notizie che arrivano da Napoli, con la richiesta di arresto per Marco Milanese, deputato Pdl e fino a pochi giorni fa consigliere di Tremonti, nell'ambito dell'inchiesta P4. Per lui le accuse sono corruzione, rivelazione di segreto e associazione per delinquere. Nella richiesta di arresto in carcere trasmessa alla Camera, si scopre che il ministro è stato ascoltato come 'persona informata dei fatti' e che i pm giudicano i rapporti tra lui e Milanese "ancora stretti". Il titolare di via XX settembre non dice una parola né in proposito né sugli altri episodi che, nolente o volente, lo hanno visto protagonista. Ma vale forse la frase pronunciata nell'intervento all'Assemblea di Coldiretti. "Sei più serio - dice Tremonti - se dai l'idea che non fai il bene a te ma il bene comune. E' un'idea che vince. Se servi il Paese fai le cose che credi siano giuste e non fai il furbo, pensando di fregare qualcuno".

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