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pubblicato il 13/ago/2014 12:07

Scompare don Gelmini, vita ombra e luci di prete anti-droga

Caso truffa, accuse di pedofilia, successo di comunita' recupero (ASCA) - Roma, 13 ago 2014 - Un uomo probo, un giusto che aveva dedicato la propria vita agli altri, addirittura un santo. Un uomo ambiguo, una condanna per truffa, l'accusa (mai provata) di abusi sessuali. Don Pierino Gelmini, morto ieri notte, divideva sostenitori - tra di loro politici di calibro come Silvio Berlusconi - e detrattori. Di certo questo piccolo sacerdote rubizzo nato 89 anni fa a Pozzuolo Martesana, un piccolo comune del Milanese, malato da diversi anni, ha vissuto una vita controversa ed esuberante.

Diventato prete nel 1949, don Gelmini era fratello di un altro noto ecclesiastico, il francescano Eligio Gelmini, confessore di calciatori e fondatore del Telefono Amico. Don Pierino si dava molto da fare. Era diventato segretario di un cardinale argentino, Luis Copello. Nel 1969 arrivano i primi guai con la giustizia. Come ricostrui' Francesco Grignetti su La Stampa nel 2007, dopo un passaggio in Vietnam viene arrestato per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni in vuoto, truffa. Si fa quattro anni in carcere. Nel 1976 viene arrestato di nuovo, questa volta insieme al fratello frate. L'accusa - una vicenda di bustarelle - si sgonfia e don Gelmini e' rilasciato.

E' in quegli anni che matura la decisione di dedicarsi al recupero dei tossicodipendenti. La svolta arriva con l'incontro, il 13 febbraio del 1963, con Alfredo, sui gradini della chiesa di Sant'Agnese, in piazza Navona a Roma. Un ragazzo tossicodipendente, che non gli chiede soldi ma aiuto. Alfredo viene accolto in casa da don Gelmini, che da quel momento comincio' il suo impegno. Nel 1979 mette su una comunita' in un casolare di Amelia, in Umbria. La "comunita' Incontro" - questo il nome della struttura - miete successi e apre centri in diverse regioni italiane e in molti altri paesi. Strappa molti tossici alla droga. I guai con la giustizia non finiscono - nel 1992 il sindaco di Amelia dell'epoca, Luciano Lama, lo denuncia per abuso edilizio - ma l'iniziativa di don Gelmini conquista sempre piu' la fiducia del mondo dello spettacolo e della politica. Oggi Molino Silla e' la casa madre e il centro operativo della comunita' Incontro, che conta 164 sedi residenziali in Italia e 74 sedi in altri Paesi, come Spagna, Francia, Svizzera, Slovenia, Croazia, Thailandia, Bolivia, Costa Rica, Brasile, Stati Uniti (a New York) e Israele (Gerusalemme). In Italia puo' fare riferimento a 180 gruppi d'appoggio sparsi in tutto il Paese (impegnati anche nella lotta alle ludopatie). Una realta' internazionale che vanta un seggio all'Onu come organizzazione non governativa. (segue) Ska

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