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pubblicato il 22/ott/2013 20:45

Scelta civica: stasera direttivo, montiani chiedono divorzio da Udc

Scelta civica: stasera direttivo, montiani chiedono divorzio da Udc

(ASCA) - Roma, 22 ott - Scelta civica si avvia stasera al divorzio dall'Udc. Il direttivo del partito che si sta riunendo nella sede di via Poli vedra' formalizzare, a quanto si apprende, la richiesta della componente montiana del partito di sciogliere la collaborazione con l'Udc di Pier Ferdinando Casini e si avviera' fin da subito a una probabile scissione. E' una parola, questa, che in realta' non piace a nessuna delle due forze in campo, ma che disegna correttamente lo stato delle cose. Il gruppo montiano, oggettivamente in maggioranza, sottolinea con forza che Scelta civica non estromette nessuno e ricorda le parole con cui l'ex presidente Mario Monti conclude la sua lettera di dimissioni: ''Evolvete, rafforzatevi, unitevi, ma non lasciatevi 'superare'. Chi vuole 'superare' Scelta civica, sventolandola dopo essersene servito, merita una vostra reazione. Civile, ma forte''. Anche per i 'popolari', che non vogliono restare con il cerino in mano e preferiscono essere cacciati piuttosto che sbattere la porta, il tema dell'evoluzione e' centrale, ma declinato diversamente, come scrive oggi il ministro Mario Mauro al vicepresidente vicario Bombassei chiedendo la convocazione di un congresso ''che definisca l'identita' del partito prima ancora della linea politica'' e sottolineando la necessita' di non espellere dai gruppi gli eletti nell'Udc. ''Scelta civica - scrive ancora Mauro - necessita di evolvere verso un soggetto piu' maturo'' rivendicando la sua presenza in un ''centro popolare liberale che collabora, rimanendo distinto e competitivo, con la sinistra riformatrice''. In questo quadro i numeri parlano abbastanza chiaramente. Oggi, alla luce delle dimissioni di questa sera dalla vicepresidenza del partito della senatrice Maria Paola Merloni, che ha voluto cosi' sottrarsi alla violenza ed ai toni alti dello scontro in Sc, il direttivo del partito sara' composto da soli 13 componenti con diritto di voto, forse 12. Dagli iniziali 15 bisogna togliere oltre a Merloni (che resta nel partito ma non partecipa al direttivo) e Mario Monti, anche il senatore Luigi Marino che in una lettera in tarda serata a Bombassei comunica l'intenzione a non partecipare al Comitato di presidenza ''per contrasti con il presidente Monti''. Gli 5 ulteriori componenti membri del governo non formano il quorum e non hanno diritto di voto. Tra questi ultimi figura Mario Mauro, anch'egli assente questa sera, essendo impegnato a Bruxelles. L'impatto dell'eventuale scissione in Parlamento sara' tutto da verificare. Se alla Camera la componenete montiana non ha problemi, essendo ampiamente maggioritaria (il gruppo conta 7 Udc, mentre tra i restanti 47 si contano una trentina di fedeli alla linea Monti), quanche problema si profila per il Senato, dove su 19 componenti il gruppo, 12 sarebbero 'uscenti', lasciando in forse la sopravvivenza del gruppo Sc, che resterebbe a quota 7. Al momento non risultano ancora riflessioni o contatti in corso su possibili salvataggi da parte di altri gruppi. Sulle connotazioni del nuovo gruppo 'uscente' si e' gia' detto dell'aspirazione a creare una sponda neocentrista, popolare, pronta ad accogliere i parlamentari alfaniani del Pdl, sempre piu' ai ferri corti con i 'lealisti' berlusconiani. Un gruppo di 'popolari' che dovrebbe anche offrire l'appoggio per non far passare la decadenza di Silvio Berlusconi. I contatti continuano intensi tra Udc e Pdl e anche oggi Pier Ferdinando Casini e Paolo Bonaiuti si sono fermati in fitto colloquio per circa un quarto d'ora al Senato. La riunione del direttivo di questa sera, formalmente per discutere e definire le linee politiche del partito e definire i rapporti di alleanza con l'Udc, sara' seguita domani dall'assemblea degli eletti a cui si aggiungono i coordinatori regionali, convocata per le 19,30 nella sede del partito e dall'assemblea del gruppo del Senato, dopodomani, giovedi' 24 ottobre alle 15. njb

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