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pubblicato il 23/ott/2013 08:33

Scelta Civica: e' divorzio tra montiani e popolari

Scelta Civica: e' divorzio tra montiani e popolari

(ASCA) - Roma, 23 ott - ''Non c'e' stata unita' di vedute, l'orientamento che e' stato preso non e' pero' condiviso da diversi colleghi del partito'', dichiara Lorenzo Dellai, capogruppo di Scelta Civica alla Camera, alla fine della riunione del Direttivo del movimento conclusasi in nottata dopo quattro ore di aspro confronto nella sede di via Poli. Dellai dissente rispetto alla decisione di prendere atto, con la votazione su un documento approvato in conclusione, che sono venuti meno i presupposti politici del patto di alleanza con l'Udc di Pier Ferdinando Casini. E' prevalsa quindi la posizione di Mario Monti, dimessosi nei giorni scorsi dal suo ruolo di presidente, che aveva segnalato l'avvicinamento da parte dell'Udc e di altri esponenti di Sc, come Mario Mauro, ministro della Difesa, verso alcune componenti del Pdl con l'obiettivo di costruire una nuova formazione politica centrista collocata nel Partito popolare europeo (Ppe). L'ex premier rivendica questa collocazione per il proprio progetto originario che ha dato il via a Sc. Dellai, confermando il suo ''netto dissenso sul dispositivo approvato con il documento finale'', precisa che il Direttivo di Sc ha votato un testo ''ma l'assemblea non e' deliberante''. E' pero' assai difficile che la rottura possa essere a questo punto sanata. Alla vigilia della riunione, Monti ha inviato una lettera ad Alberto Bombassei, vicepresidente di Sc: ''Non lasciate Scelta Civica nelle mani di chi, dopo essersene servito, ora vuole svenderla. Evolvete, rafforzatevi, unitevi. Ma non lasciatevi superare. Chi vuole superare Scelta Civica, svendendola dopo essersene servito, merita una vostra reazione. Civile ma forte''. L'ex premier precisa nella missiva di essere convinto che la sua uscita di scena contribuira' a ''isolare quei pochi che, ottenuto il loro seggio in Parlamento o al governo con il nostro simbolo, oggi vogliono superare Sc in nome di nuovi progetti che appaiono non coerenti con i nostri valori costitutivi''. Ieri anche la vicepresidente Maria Paola Merloni ha rassegnato le dimissioni. Mauro, che ieri sera non era presente alla riunione perche' impegnato a Bruxelles, ha scritto anche lui una lettera a Bombassei chiedendo che ''le mie ragioni, non urlate, ma appena esposte, trovino spazio in un congresso che ne misuri la consistenza e definisca l'identita' del partito prima ancora della linea politica''. Aggiunge il ministro della Difesa: ''Scelta Civica necessita di evolvere verso un soggetto piu' maturo, collocato in un centro popolare liberale che collabora, rimanendo distinto e competitivo, con la sinistra riformatrice''. Mauro chiede di non separarsi dall'Udc, se l'obiettivo e' la comune appartenenza al Partito popolare europeo: sarebbe inopportuno ''cacciare dai nostri gruppi un partito che ne fa parte in modo in equivoco''. L'ex capogruppo del Pdl a Bruxelles chiede infine di confermare il sostegno al governo: ''Se fallisce, emergeranno forze populiste''. Le conclusioni del Direttivo di ieri sera hanno tuttavia dato mandato a Bombassei di verificare le modalita' di separazione dei gruppi parlamentari tra montiani e l'ala cosiddetta ''popolare'' formata dall'Udc e da chi la pensa come Mauro. Alla Camera, su 54 deputati 7 fanno riferimento all'Udc, mentre sui restanti 47 una trentina dovrebbero confermare di condividere le posizioni di Monti. Al Senato i rapporti di forza sono capovolti: su 19 senatori, almeno 12 vengono indicati come favorevoli all'opzione di Casini e Mauro di costruire una forza politica centrista collegata al Ppe non escludendo che in un futuro prossimo possano esserci collegamenti con la componente del Pdl guidata da Angelino Alfano e dai ministri pidiellini che hanno rifiutato nelle scorse settimane l' ipotesi della crisi di governo e di elezioni anticipate. Questo divorzio politico tra montiani e popolari potrebbe avere degli effetti immediati nel voto al Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi che dovrebbe svolgersi entro novembre. Casini ha gia' annunciato che la componente popolare dell'ex Sc potrebbe votare a favore di Berlusconi e contro il parere della Giunta per le elezioni di palazzo Madama. gar/sam/

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