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pubblicato il 30/gen/2012 07:23

Scalfaro/ Amato: fu sempre leale anche con Craxi e il Psi

Fu il principale garante e regista della transizione

Scalfaro/ Amato: fu sempre leale anche con Craxi e il Psi

Roma, 30 gen. (askanews) - " stato il primo presidente della transizione. Anche chi non fa distinzione tra Prima e Seconda Repubblica - dice Giuliano Amato in un'intervista concessa a La Stampa sulla scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro - vede la transizione a una diversa politica economica e finanziaria e allo sparire di partiti storici, sostituiti con altri completamente nuovi. Una transizione dovuta alla prima forte scossa del nostro bilancio pubblico, e alla gravissima crisi politica legata a Mani Pulite, della quale Scalfaro si è trovato ad essere il principale garante e in parte il regista, come accade in momenti di crisi a ogni Presidente". "Nell'interpretare il ruolo istituzionale - aggiunge Amato nell'intervista - Scalfaro, che era un uomo molto leale e che si esponeva in prima persona, mise tutta la propria forte tempra: la dimensione morale era per lui al primo posto, sempre, anche in politica". Quanto ai rapporti con Bettino Craxi, "Scalfaro - garantisce Amato - era un estimatore di Craxi, gli era leale, e Craxi lo sapeva. Nella primavera del 1987, quando il governo Craxi entrò in crisi sul "patto della staffetta" tra lo stesso Craxi e De Mita, nella Dc cominciò la ricerca di un nome col quale sostituirlo. L'incarico venne prospettato a Scalfaro, che si rifiutò quando accertò che la condizione era che i socialisti uscissero dal governo. E fu leale anche nel '93, da Presidente della Repubblica: nelle consultazioni non veniva fuori il nome di Craxi, che Scalfaro si aspettava, almeno come indicazione. E allora Craxi gli diede una terna: Amato, De Michelis, Martelli. In un ordine 'non solo alfabetico', mi disse Scalfaro che emise un comunicato convocandomi subito al Quirinale perché temeva 'che nella notte avvengano trambusti'. Anche in quella occasione, Scalfaro si espose personalmente, e vivemmo una vicenda simile a quella recente di Napolitano e Monti, e stemmo tre ore al Quirinale ad eliminare alcuni nomi indicati dai partiti, sostituendoli con tecnici. 'Abbiamo realizzato una qualche applicazione dell'articolo 92 della Costituzione', mi disse".

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