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pubblicato il 05/nov/2014 21:33

Sblocca-Italia, via libera Senato fra le proteste M5S in aula

Ok definitivo,è legge. Senatori con mani sporche ritardano voto

Sblocca-Italia, via libera Senato fra le proteste M5S in aula

Roma, 5 nov. (askanews) - Con 157 sì e 110 no l'Aula del Senato ha votato, fra le forti proteste dell'opposizione, la fiducia al governo sul dl Sblocca-Italia. Il decreto, in scadenza l'11 novembre, viene così approvato in via definitiva nella stessa versione licenziata dalla Camera.

Molte le novità introdotte nel passaggio in Parlamento che hanno arricchito un testo nato con già oltre 40 articoli che spazia da misure sulle infrastrutture e i trasporti all'edilizia e al patrimonio immobiliare pubblico, dall'ambiente all'energia, alla banda larga e ultralarga, fino a misure per le imprese e gli enti territoriali.

I lavori sono proseguiti a rilento per via delle forti proteste dell'opposizione. I senatori M5s e di Sel hanno mostrato cartelli contro le misure sulle trivellazioni pretrolifere previste nel decreto, arrivando anche a impedire il regolare svolgimento delle procedure per il voto di fiducia. I senatori M5s all'avvio della prima chiama hanno bloccato fisicamente il passaggio dei senatori protestando con le mani sporche di petrolio e il presidente di turno Roberto Calderoli è stato costretto a sospendere la seduta e cambiare le procedure del voto facendo esprimere la preferenza ad ogni senatore dal proprio posto. I cinque senatori M5s sono stati deferiti. Polemiche anche dagli altri gruppi di minoranza. Fi, Lega e anche Sel durante la discussione generale hanno lamentato il fatto che il governo abbia presentato a palazzo Madama soltanto lo schema di convenzione per la concessione autostradale A21 Piacenza-Cremona-Brescia, pure incompleto, e non quello della A3 Napoli-Pompei-Salerno. In mattinata, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi si era impegnata a presentare entrambi gli schemi di convenzione.

Il senatore Lucio Malan (Fi) ha denunciato il "regalo" fatto al gruppo Gavio con la fiducia al decreto. Lo scopo della fiducia al provvedimento, ha accusato, è quello di "regalare un affare che lo stesso premier Renzi stima in 10-12 miliardi, ma che probabilmente supera i 30, al gruppo Gavio, i cui titolari, secondo numerosi quotidiani di oggi, sono tra i più importanti partecipanti alle cene di finanziamento del Pd renziano, a cominciare da quella di domani sera a Milano, dove, sempre secondo i quotidiani, siederanno insieme al ministro Boschi che ha posto la fiducia sul decreto del quale sono i principali beneficiari".

Il decreto ha avuto un iter tormentato non soltanto in Aula a palazzo Madama. Già alla Camera circa 50 modifiche introdotte dalla commissione Ambiente sono state cassate per mancanza di copertura dai tecnici della Ragioneria generale dello Stato e dalla commissione Bilancio, compreso il raddoppio, da 50 a 100 milioni di euro delle risorse per le emergenze e dunque anche per la città ligure. E' saltata anche lanovità che riduceva da una parte al 4% l'Iva sulle ristrutturazioni edilizie e dall'altra parte aumentava al 10% l'imposta sul valore aggiunto per le nuove costruzioni.

Tuttavia, sono molte le novità introdotte nel passaggio alla Camera: dall'ok preventivo dell'Ue sulle modifiche delle concessioni autostradali al via libera ai cantieri di opere connesse alle emergenze ambientali, anche in presenza di ricorsi al Tar, norma inserita sull'onda dell'alluvione a Genova. Sui rinnovi delle concessioni autostradali le cui richieste di modifiche devono essere presentate al ministro dei Trasporti entro il 31 dicembre (che dovrà rispondere entro il 31 agosto 2015) è stato imposto l'ok preventivo dell'Ue; le richieste di modifica devono prevedere nuovi investimenti da parte dei concessionari, i quali sono comunque tenuti alla realizzazione degli investimenti già previsti nei vigenti atti di concessione.

Arrivano inoltre semplificazioni per i lavori di ristrutturazione, resta lo sconto del 20% fino a 300mila euro per chi compra casa e la affitta a canone concordato per 8 anni e torna la norma per arrivare al 'regolamento edilizio unico'.

Il decreto punta poi a dare tempi certi alla realizzazione di opere come le linee ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania su cui ci sarà la supervisione dell'ad di Fs, Michele Elia, che viene nominato commissario straordinario senza la corresponsione di gettoni, compensi, rimborsi spese o altri emolumenti.

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