sabato 03 dicembre | 01:49
pubblicato il 17/set/2014 15:05

Sblocca Italia: De Petris (Sel), questo dl affonda Paese

+++''Su inceneritori dei rifiuti e trivellazioni petrolifere misure gravissime e incostituzionali''+++.

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(ASCA) - Roma 17 set 2014 - ''Con questo provvedimento non si affrontano i nodi strutturali della grave recessione in atto, ma si perpetua un modello economico arretrato e inquinante che contribuisce ad affondare il Paese. Asfalto, petrolio e cemento non rimetteranno certo in moto un'economia che si allontana dall'Europa anche nelle scelte strategiche di sviluppo''. Loredana De Petris, senatrice di SEL e capogruppo del Misto a Palazzo Madama, cosi' commenta le misure contenute nel decreto-legge del governo cosiddetto ''sblocca Italia'', che ha iniziato il suo iter parlamentare per la conversione in legge. ''E' ormai paradossale - dichiara la senatrice - la rinnovata insistenza su infrastrutture autostradali obsolete, mentre il governo dovrebbe interrogarsi sul destino delle ingenti risorse dedicate ad alcuni monumenti allo spreco gia' realizzati, a partire dalla situazione grottesca rilevata nei giorni scorsi, dagli organi di stampa, sulla bretella Milano-Brescia''.

''Altrettanto grave e arretrata nel merito - prosegue De Petris - e' la scelta di forzare la mano per la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti, con la minaccia del potere sostitutivo per scavalcare le competenze ad oggi costituzionalmente attribuite alle Regioni e ai Comuni. Un ritorno alla preistoria delle scelte in materie di smaltimento che ignora anche il chiaro orientamento dell'Unione europea a favore della raccolta differenziata e del recupero delle materie seconde''.

''Invocare infine l'interesse strategico nazionale - conclude l'esponente di SEL - per dare il via libera alle trivellazioni petrolifere in mare e in terraferma, e' una scelta che prefigura la militarizzazione del territorio a fronte del dissenso espresso chiaramente dalle popolazioni residenti, dagli enti locali e dalle Regioni interessate. Una scelta miope che ignora il rischio e il danno economico irreparabile che puo' derivarne all'economia turistica e agricola, con un contributo risibile al bilancio energetico del Paese''.

com-njb

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