sabato 03 dicembre | 12:51
pubblicato il 03/ott/2011 17:18

Sardegna/ Cappellacci rinuncia all' indennità da Governatore

E' segnale politico concreto in un momento di crisi Paese e Isola

Sardegna/ Cappellacci rinuncia all' indennità da Governatore

Cagliari, 3 ott. (askanews) - "In un momento difficile, come quello attraversato oggi dal Paese e dalla nostra Isola, è importante dare un segnale forte, concreto, significativo per dire che la politica vive fianco a fianco con i cittadini, non sopra di essi o sulle loro spalle. Occorre un messaggio chiaro per dire che le nostre preoccupazioni e le nostre aspirazioni sono le stesse vissute nel quotidiano dalle madri, dai padri, dagli studenti e dai lavoratori precari". Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, al termine della seduta della Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia (ENVE) tenutasi stamane a Malmo (Svezia) ha annunciato la rinuncia all'indennità di presidente della Giunta. "Il tema - ha evidenziato Cappellacci - non è tanto quello dei costi della politica, che è ben lungi dal risolversi con una semplice rinuncia alla indennità, quanto quello dell'animo con cui si porta avanti l'azione politica: un fatto di coscienza e di esempio per avviare un nuovo corso in cui si possano anche con azioni concrete dividere pesi e responsabilità del quotidiano. Non sarebbe pensabile, infatti, chiedere sacrifici e coraggio alla nostra comunità senza dare un esempio concreto". "La rinuncia all'indennità - puntualizza il governatore - non rappresenta la soluzione ai mali della Sardegna, ma intende essere un contributo da parte di chi con la propria coscienza sente la responsabilità del ruolo. La politica non è un mestiere, non è un privilegio per pochi da tramandare di padre in figlio o da spartire con i propri sodali secondo meccanismi di cooptazione, ma è passione, tensione morale e ideale, servizio alla propria comunità. "Per ridare forza alla politica - ha concluso il governatore - e restituire ad essa il ruolo di cui la nostra società ha bisogno è necessario e non più rinviabile uno sforzo che ricongiunga alla irrinunciabile legittimazione democratica una altrettanto indispensabile legittimazione morale, che deve essere guadagnata quotidianamente sul campo della considerazione che la comunità nazionale ha dei propri rappresentanti. Per questi motivi rinuncio alla mia indennità di presidente della Giunta regionale".

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