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pubblicato il 18/ott/2012 20:45

Santanché 'Nikita' fa infuriare Pdl. Ma è tensione Cav-Alfano

Berlusconi: Si tenga partito, buona fortuna. Tentazione defilarsi

Santanché 'Nikita' fa infuriare Pdl. Ma è tensione Cav-Alfano

Roma, 18 ott. (askanews) - Quello che si vede è uno scontro, a livelli finora mai raggiunti, tra Daniela Santanché e i quattro quinti del Pdl, Angelino Alfano in testa. Quello che c'è dietro, invece, è una discussione dai toni particolarmente aspri tra Silvio Berlusconi e il suo ex delfino designato. Un retroscena di quelli che, con ogni probabilità, sarà smentito. Ma che viene accreditato da più fonti all'interno di un partito ormai sempre più in bilico tra crisi di identità e implosione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un'intervista al 'Foglio' in cui Santanchè, in versione 'Nikita', invita ad azzerare il partito, a fare fuori tutta la dirigenza, a cominciare, appunto, dal segretario. Tutti contro di lei: c'è chi, come Gaetano Quagliariello, si chiama fuori da questa possibile deriva del Pdl e chi, come Osvaldo Napoli, la invita a "mettere in moto il cervello prima della lingua". Ma c'è soprattutto la reazione di Alfano che accusa la Santanché di avere una "linea sfascista" assolutamente "inconciliabile" con la sua. Non è la prima volta che la ex sottosegretaria spara a zero in questo modo. Eppure oggi la reazione di buona parte del Pdl è stata particolarmente livorosa. Intanto, perchè l'intervista è apparsa sul Foglio, giornale considerato 'di area', e poi perchè il sospetto - che nessuno ha esplicitato ma al massimo insinuato - è che dietro quelle dichiarazioni ci fosse il placet di un Cavaliere sempre più disgustato dalla creatura nata dal Predellino. Insomma, si parla a nuora perchè suocera intenda. Per tutto il giorno il centralino di Arcore è stato bersagliato da telefonate di esponenti Pdl in 'odore di rottamazione' che invocavano una presa di distanza dell'ex premier. Presa di distanza che è arrivata solo a sera e che Berlusconi non ha voluto intestarsi in prima persona lasciando che la 'paternità' fosse del portavoce, Paolo Bonaiuti: quelle della Santanché - ha messo nero su bianco - sono solo "opinioni personali" che non rispecchiano il pensiero di Berlusconi. Difficile che siffatta smentita, per quanto richiesta, basti a placare gli animi. Anche perchè - viene riferito - dietro questo ulteriore innalzamento del livello della tensione ci sarebbe in realtà uno scontro tra lo stesso Berlusconi e Alfano. Scontro che sarebbe cominciato qualche giorno fa e, secondo alcuni, culminato in una telefonata Arcore-Bucarest ieri sera. Il segretario si sarebbe infatti lamentato del fatto che il Cavaliere demolisca in privato quello che lui, affannosamente, cerca di tenere in vita: ovvero il Pdl. Insomma che Berlusconi, come Penelope, disfi la notte la tela che il segretario cerca di costruire di giorno. Soprattutto pesano le voci che vogliono l'ex premier pronto a reclutare facce nuove per le elezioni e a lasciare in vita il Popolo delle libertà in versione bad company. "Se lo tenga pure quel partito, gli auguro buona fortuna" si sarebbe sfogato sprezzante Berlusconi con alcuni parlamentari qualche sera fa dopo la discussione con l'ex delfino. La seconda parte dello scontro sarebbe invece avvenuta ieri sera via telefono. A far vacillare Alfano sarebbe stata la posizione ondivaga di Berlusconi anche sulla Lombardia visto che il Cavaliere - viene riferito - avrebbe dato le stesse rassicurazioni su una possibile candidatura targata Pdl sia a Mariastella Gelmini che a Gabriele Albertini, riaccendendo la miccia di uno scontro tra fazioni che già in Lombardia mina alle fondamenta il partito. Di certo, Berlusconi continua a non dare lumi a chi aspetta di sapere quali siano le sue vere intenzioni in vista delle politiche. Alla Camera, per esempio, alcune 'fedelissime' capeggiate da Michaela Biancofiore stanno facendo una lista di 'buoni e cattivi', con l'obiettivo addirittura di arrivare alla costituzione di un nuovo gruppo. E con una parola chiave: Silvio Berlusconi deve tornare in campo. Lui pare abbia detto sì, ma questo - come è noto - non è indicativo, perchè spesso il Cavaliere tende a dire ciò che l'interlocutore vorrebbe sentire. Ma è un fatto che alcune delle persone a lui più vicine lo abbiano trovato in questi giorni sempre più pronto a mollare tutto e tutti al loro destino. Pronto (come peraltro gli suggeriscono da tempo la famiglia e i vertici delle sue aziende) a rimanere sì in politica - perchè a un seggio, e alla conseguente immunità, non può rinunciare - ma in posizione totalmente defilata. Deputato o senatore, magari pronto anche a guardare la politica 'a distanza' da una delle sue ville.

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