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pubblicato il 15/feb/2012 20:03

Sanremo/ Su Celentano l'ira dei vescovi, poi la Rai si scusa

Con 'Avvenire' e 'Famiglia cristiana' le altre testate cattoliche

Sanremo/ Su Celentano l'ira dei vescovi, poi la Rai si scusa

Roma, 15 feb. (askanews) - Se l'è presa con i preti che "non parlano mai del paradiso", poi con 'Famiglia Cristiania' e 'Avvenire', giornali "inutili" che "dovrebbero essere chiusi" perché "per loro il discorso di Dio occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a uno come Don Gallo che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli ultimi". E, regolare come un orologio, il 'day after' della performance di Adriano Celentano al festival di San Remo è un diluvio di polemiche da parte del mondo cattolico. Le testate direttamente interessate reagiscono immediatamente. "Abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero", ribadisce il direttore di 'Avvenire' Marco Tarquinio in un corsivo intitolato ironicamente 'Bello spettacolo'. 'Famiglia cristiana' ripubblica sul suo sito internet l'articolo di alcuni giorni fa che criticava il cachet della star (titolo: 'Al profeta avevamo detto...') e definisce Celentano "un piccolo attivista dell'ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta la tv per esercitare le sue vendette private". Ancora: "Celentano vuole parlare di fede? Venga pure a parlarne anche su Famigliacristiana.it e su 'Famiglia Cristiana'". Sparano ad alzo zero su Celentano anche l'agenzia stampa dei vescovi 'Sir' (Servizio informazione religiosa): "Il giorno dopo c'è, forse, da attendersi che a parole insensate, cioè impensate, seguano parole pensate e di scusa. Anche senza microfono". Per 'Tv2000', l'emittente della Cei guidata da Dino Boffo, "quello di Celentano è stato un monologo, una sorta di predica fatta utilizzando il servizio pubblico per delle farneticazioni". "Servizio pubblico?", si domanda intanto il presidente del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione), Domenico Delle Foglie. "Boh! Vendetta privata, piuttosto. Del Re dei Qualunquisti". Interviene il direttore di 'Civiltà cattolica', il gesuita Antonio Spadaro, che su Twitter scrive: "Quando in uno show si invoca la chiusura di testate giornalistiche e la gente applaude significa che c'è una crisi nera di civiltà". L'ex portavoce della sezione italiana dell'Opus dei Pippo Corigliano usa l'ironia, scrivendo sul suo blog che, quanto a paradiso, "Benedetto ha anticipato Celentano di due anni". I frati francescani di Assisi: "Con San Francesco diciamo al fratello Adriano: Il Signore ti dia pace!".

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